Mozzarella Node

Mangiare mozzarelle ha un suo perchè e se sono di bufala prese a Battipaglia ancora di più. Capita che ti ritrovi l’involucro meglio di una cassetta da esterni ip 44, e dentro ci metti una batteria da 7Ah un regolatore di carica e due iniettori POE.

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Inscatoli bene il tutto, e ne prepari un supporto in metallo.

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Un week end Reggino .. parte due

Il week end era iniziato con il montaggio da Stefanaia. Lo avevamo detto che sarebbe stato carico di iniziative… beh si è allungato perfino al lunedì.

Domenica si parte con una modifica al nodo BornAgain. Sostituzione di una delle antenne, da una sector Ubiquiti 120° e 16db si passa ad una Sector 90° 19db. Quello che ci ha spinto a farlo è il fatto che il link BornAgain – CampiGMP non va affatto bene, l’antenna era già a disposizione, ok sostituiamola. Naturalmente il problema non si è risolto :) va cambiata l’antenna sull’altro nodo e alzata di qualche metro sul palo. Con questa scusa si è fatta la manutenzione ordinaria al nodo BornAgain dopo un anno.

Il pomeriggio domenicale prosegue con la configurazione del  nuovo sistema di collegamento tra l’isola di Reggio Calabria e il resto di Ninux. Si passa da una VPN con il server Norimberga al collegamento in BGP. La procedura è un po’ lunga e la configurazione non è finita ma a breve la sostituzione sarà definitiva. Intanto la macchina è raggiungibile da remoto. Questo permetterà di scaricare il lavoro dell’antenna di collegamento BornAgain Osservatorio, che al momento ha l’istanza di tinc per il collegamento VPN, su un server dedicato. L’antenna, la prima dell’isola di Reggio, a quel punto si dovrà occupare solo di fare il lavoro per cui era nata, il link radio.

Con BGP inoltre aggregheremo il traffico che genera OLSR per scambiarsi le rotte e questo libererà un po’ di upload nell’ADSL da cui esce la topologia dell’isola di Reggio.

Astro64 a lavoro per l'adattamento dell'armadio che ospiterà il server

Astro64 a lavoro per l’adattamento dell’armadio che ospiterà il server

Beh non rimane che sistemare il tutto in un armadio, in cui abbiamo spostato anche il server VoIP messo su in precedenza da Danilo e mettere tutto sotto gruppo di continuità [da completare] per rendere consistente il tutto. Con questa scusa è stato sistemato anche un tirante al nodo Osservatorio permettendo di stabilizzare un pò il link.

Lavoretto finito

Lavoretto finito

Che dire .. in un week end con il coinvolgimento e l’aiuto di tutti nei ruoli più disparati credo che abbiamo fatto un bel passo in avanti .. o no? :)

Ruriko Ste is up

di Ruriko Ste, parti in corsivo di BornAgain

Sabato piovoso ma non tanto di Maggio. Al bar, per l’ordine del fine settimana appuntato su uno sgangherato volantino elettorale, siamo in 4: io, BornAgain, Danilo e Gianni. “E allora: Voip, nodo Gianni, nodo Via Marina, Rocket, nodo Ruriko Ste etc etc etc…”. Chiacchiere su chiacchiere. Ma è ora di “quagliare”: alziamo Ruriko Ste prima che scenda il sole!
C’è da configurare la Nanostation e passare il cavo di rete dalla terrazza al piano immediatamente inferiore. Gambe in spalla verso il futuro/ex nodo potenziale e grappino rimandato.

Aperte le cassette appare evidente a me e a BornAgain che abbiamo fatto male i conti: le canaline attraverso le quali avremmo dovuto (nella nostra fantasia) far passare il cavo di rete  per arrivare alla presa dove è attaccato il modem, sono troppo strette.

Ruriko Ste mentre cerca di passare la molla nelle canaline troppo strette

Ruriko Ste mentre cerca di passare la molla nelle canaline troppo strette

Decidiamo di percorrere un’altra traccia per sbucare in altra presa e in altra stanza. Serve un altro modem ma possiamo utilizzare il tp link 841 prestatoci dall’Hacklab di Cosenza (che deve essere, però configurato).
Colleghiamo il cavo di rete dalla terrazza alla corrente (con qualche sclero in più per il crimpaggio del cavo, pensavamo di averlo crimpato male e per scoprire solo alla fine che due led del tester si erano bruciati). Resta ancora un’ora di luce (secondo gli strani calcoli sui gradi del sole di BornAgain) e facciamo in tempo a flashare la Nano (certo, non è che riesca a ricordarmi proprio tutti i passaggi….) e montarla in terrazzo .

Diciamo che non è proprio un nodo montato a regola d’arte: domani dovrò aggiungere le fascette e stringere i bulloni. E poi: manca il corrugato per coprire il cavo, l’841 è da configurare e sarebbe bene portare la corrente direttamente in terrazzo ma… intanto la Nano si accende e lampeggia un led in più…forse già vede Danilo

Lavoro semi finito in notturna

Lavoro semi finito in notturna

(Nel pieno spirito di autoformazione che contraddistingue Ninux ho seguito Stefania nelle operazioni di montaggio del suo nodo ma lasciando che fosse lei a fare le operazioni principali e proponesse scelte alternative qualora non fosse evidente la soluzione. Nei passaggi dei cavi in canalina aveva già acquisito esperienza dal montaggio del nodo Bice. La Nanostation è stata configurata da lei seguendo il wiki con Openwrt direttamente da shell. Nel farlo ci siamo accorti anche di un piccolo bug che bloccava l’update dei pacchetti e di questo abbiamo avvertito il resto della community. Al momento l’841 è stato configurato da me anche quello con Openwrt in modalità classica che facesse da AP verso il resto di casa ma contemporaneamente da client per quanto riguardasse l’ap del suo modem adsl. Altra configurazione dell’841 testata e salvata è stata con le VLAN per il routing a terra , grazie al supporto e alla guida di Stefanauss, che ringrazio, che ha seguito il sottoscritto via streaming fino le 5 di mattina. Quella sarà poi la configurazione definitiva del nodo Ruriko Ste nel futuro upgrade. BornAgain)

Debrick NanostationM5 con Arduino (2)

Il (2) presente nel titolo e’ solo per distinguerlo da un altro articolo scritto da un altro utente che si e’ trovato (prima di me) in una situazione simile…e ha risolto nello stesso modo

Avevo una Nanostation funzionante tra le mani…con un piccolo problema alla LAN1 che per problemi elettronici risultava inutilizzabile. Ma tanto c’e’ la LAN2…per un nodo foglia e’ perfetta!
La provo, la testo…faccio scansioni con AirOS…la considero funzionante al 100%. Passiamo all’installazione di OpenWrt.
Seguo passo passo la procedura ormai super testata e al completamento mi compare un fiducioso DONE!

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Debrick Ubiquity Nanostation con Arduino

Questo appunto descrive un’ esperienza trascorsa con l’upgrade da AirOS 5.3.x a scooreggione-AA-dynack su una Nanostation M5, usando il firmware 3f3b55f42539af7d2803bf2ed14998f1 postato da zioproto in data 25-Jul-2013 16:42.

Con il presupposto di formulare qualcosa di utile per chi dovesse imbattersi in un brick ostinato.

bella_e_precaria Continua a leggere

Un’isola con tendenze ad arcipelago

Visuale verso sud dal nodo BornAgain verso Netk

Dal profondo sud nasce una nuova isola, quella di Reggio Calabria.
L’obbiettivo posto qualche mese fa di fare il primo link entro l’estate è stato centrato.
Qualche giorno fa il primo gruppo Ninux Area dello Stretto con binocolo, cavi, antenne animato da voglia di fare ha messo su il collegamento di 2 km tra i nodi ReggioCal::BornAgain e ReggioCal::Netk

2 Nanostation M5 moddate con firmware Ninux si sono iniziate a parlare tra loro e in questi giorni via VPN stanno per essere annunciate sul resto della rete.

In questi due mesi altri 10 nodi potenziali sono stati inseriti a Reggio in un territorio che, a dispetto di tutto, con tutte le difficoltà sociali ed economiche che presenta, chiede di fare rete. La comunità prima di tutto. Infatti ognuno sta coinvolgendo amici, parenti, conoscenti. Nelle varie riunioni che in questo periodo abbiamo fatto si sono presentate ogni volta persone nuove. E ogni volta stanno spuntando nodi potenziali nuovi.

Nell’ordine e molto schematicamente si sta procedendo in questo modo:

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  • Montato il primo link
  • Costituito il kernel del gruppo Ninux a Reggio
  • Abbiamo trovato sede dove fare presentazioni o incontri quando siamo un tot di persone @House of Bak
  • Abbiamo stretto collaborazione con il gruppo dei “Costruttori Rinnovabili” ragazzi che hanno i nostri stessi obbiettivi, dal punto di vista energetico.
  • Ninux come volano per la costituzione del terzo Hacklab calabrese, aka Strettolab
  • Abbiamo stretto ancora maggiormente la collaborazione con i ragazzi dell’HLCS di Cosenza e *lab di Catanzaro

Una sera di metà Agosto di fronte ad un barilotto da 5 litri di birra, in una calda serata estiva della calda estate reggina, abbiamo trovato la sede operativa dello StrettoLab. Un garage attrezzato con tanto di divano sedie tavolo.. e frigo :) messo gentilmente a disposizione dal buon Bruno.

Più che un’isola aspiriamo a fare un arcipelago.

P.S. un grazie è dovuto a tutta la parte della comunità Ninux già attiva che ci sta supportando.

Ninux Calabria è nata!

– Si vabbhè, ma ‘ste latenze e ‘ste deviazioni standard non esistono, c’è qualcosa che non quadra.
– No ti spiego, qua c’è di mezzo la rete universitaria a rompere i coglioni, a Catanzaro i parametri saranno normali.
– Ma io sono a Catanzaro!

La discussione in Aula Zenith, sede dell’Hacklab Cosenza presso l’Università della Calabria, prosegue più animata di prima, ma Geegeek non sta già più ascoltando. Invece, sorride. Se avete conosciuto Gigi, saprete bene che il suo sorriso diventa la sua faccia, ed è quindi pressoché impossibile da ignorare a lungo. Dopo averlo notato con le valigie in mano in direzione tangente, non è stato difficile capire cosa gli fosse preso, sintonizzare i nostri pensieri e sorridere anche noi.

La naturalezza con cui è uscita quella frase, pretendere di trovarsi a Catanzaro nel bel mezzo della Facoltà di Economia dell’Unical, racchiude in un attimo solo il risultato di tutti i 13 mesi di lavoro del team di Ninux Calabria. 13 mesi di lavoro su ogni fronte, pieno zeppo di passi spesso troppo piccoli, intangibili ma comunque inevitabili e quindi frustranti. Nelle prime due settimane di Maggio però tutti questi pezzi hanno cominciato ad incastrarsi in un per noi entusiasmante effetto domino e ora siamo qui a raccontarvi che Ninux Calabria è nata.

Quando siamo partiti nell’Aprile del 2011 sapevamo di aver di fronte un immenso lavoro di test da fare e, soprattutto, di know-how da costruire; sapevamo che avremmo impiegato mesi per fare cose che a quelli di Ninux.org occorre mezza giornata per completare. Può essere dura lavorare con così tanto da fare e poche soddisfazioni nell’immediato, ma dalla nostra avevamo un “milestone” che ci siamo fin dall’inizio prefissi di raggiungere durante la costruzione della rete Ninux calabrese: collegare le due sedi dell’HackLab Cosenza presso l’Università della Calabria e quindi dotarlo di una propria rete autonoma. Entro Ottobre però, con i progressi fatti a Catanzaro, l’idea si è fatta ancora più grande: collegare in un rete libera le sedi dei due Hacklab calabresi di Catanzaro (lo *Lab) e Cosenza (la Zenith).

E 13 mesi dopo, ci siamo. Chiediamo scusa ai ragazzi del corso di giapponese dell’aula gemella se questo ping

il portatile di Stefanauss in Zenith pinga uno dei server nell'armadio *Lab.

il portatile di Stefanauss in Zenith pinga uno dei server nell’armadio *Lab.

è stato accolto da un nostro boato =)

Adesso segue un po’ di cronistoria di questo link e poi, in fondo, una carrellata dei nostri prossimi obbiettivi.

Il Link

Il progetto originale del link secondo l'artista che c'è in geegeek.

Il progetto originale del link secondo l’artista che c’è in geegeek.

Zenith-HPCC, ~250m

Zenith-HPCC, ~250m

Quello che ci ha fatto dannare per mesi non è tanto la distanza, piuttosto ridotta, ma l’assenza di una visuale aperta tra i due punti: il nostro laboratorio si trova sul retro dell’edificio che ospita il Centro di Calcolo ad Alte Prestazioni (punto rosso), mentre il luogo dove ci riuniamo è l’Aula Zenith (punto verde), ed entrambi sono accessibili dal ponte carrabile dell’Unical.

Visuale dal middle point. L'ultimo lampione in fondo è l'HPCC.

Visuale dal middle point.
L’ultimo lampione in fondo è l’HPCC.

Dopo i primi sopralluoghi, abbiamo identificato come middle point il retro di un cubo nelle immediate vicinanze della Zenith e che ha visuale sgombra verso l’HPCC: il punto ideale per triangolare e ultimare il link.

Mentre arrivava il primo ordine di materiale e cominciavano le sperimentazioni software su firmware e protocolli coordinate da Spax, e le prime misurazioni ci rassicuravano, per il link tutto si è quindi trasformato in una sfida logistica: Come piazzare le antenne in modo sicuro? Come arrivare al tetto del middle point e garantirci quindi la visuale sulla Zenith?
Per 8 mesi (inclusa tutta l’Estate) un router flashato con OLSR è rimasto indisturbato e intatto in cima al middle point, a rispondere almeno parzialmente alla prima di queste domande. In HPCC si è rivelato tutto un po’ più complicato: siamo riusciti ad ultimare due installazioni di test differenti, una a Maggio 2011 e una a Luglio 2011, che però si sono rivelate inadeguate in quanto a sicurezza. Ad ogni modo la soluzione finale e attuale non è dissimile da quelle precedenti, solo più raffinata. La strada HPCC-Middle Point era tracciata.

Eravamo però in piena frustrazione per l’ultimo, piccolo tratto. L’idea era facile a dirsi: una 50ina di metri di cavo Ethernet calati su per il tetto, fatti scorrere verso la parte frontale dell’edificio protetti da una canalina, e collegati ad un Access Point alimentato in power-over-Ethernet. Praticamente impossibile da realizzare invece: senza autorizzazione e senza attrezzatura adeguata non siamo neanche arrivati ad un vero e proprio sopralluogo del tetto. La naturale conseguenza è stata un po’ di demotivazione e lo spostamento del nostro focus da Cosenza a Catanzaro, dove invece tutto procedeva a latenze bassissime e visuali sterminate. Ci eravamo rassegnati ad un approccio alla lontana, puntando a trasformare qualche nodo (molto) potenziale della vicina cittadina universitaria, Quattromiglia, in un nodo operativo e da lì triangolare con la Zenith, ma il tutto è rimasto fumoso nei dettagli. Fino a che, questo mese di Aprile, è arrivata

La svolta

Una foto artistica del Centro di Calcolo ad Altre Prestazioni dell'UniCal, by Vin-San.

Una foto artistica del Centro di Calcolo
ad Altre Prestazioni dell’UniCal, by Vin-San.

Sotto forma di una coppia di scoperte che richiamano valori tipici della mentalità hacker: l’esplorare ogni angolo di un problema e trovarne soluzioni la cui bellezza è insita nella loro non-ovvietà.

Innanzitutto, geegeek ha trovato il modo di montare in tutta sicurezza l’antenna lato HPCC sfruttando il supporto di una telecamera di sorveglianza: alta abbastanza da essere inaccessibile ad eventuali vandali pur rimandendo di facile accesso per le persone all’interno del Centro.

Stimolati da un problema del tutto separato dal progetto Ninux Calabria che concerneva il nostro bisogno di NATtare la WiUnical per consentire la connessione ad internet anche ai corsisti networking dell’Hacklab che non erano universitari, abbiamo indagato più a fondo la struttura delle rete universitaria che è stata rinnovata a Gennario 2012, e che ora prevede AP non protetti e accesso sicuro garantito da un tunnel VPN. Petruzzo e Vin-San si sono accorti che qualsiasi configurazione IP statica assegnata ai propri terminali, collegati ad un qualunque Access Point aperto tra quelli sparsi per l’università ma non loggati in VPN, consentiva loro di comunicare host-to-host con successo. Ad esempio, Il protocollo Bonjour, installato di default sulle maggiori distro Linux, consentiva ad esempio la chat out-of-the-box! A quanto pare, la WiUnical è una gigantesca LAN in cui tutti gli Access Point sono interconnessi tra di loro da una serie di switch. Il 2+2 è stato immediato: non avevamo più bisogno di collegare fisicamente il tratto che ci mancava, ma la Zenith e l’HPCC potevano essere uniti cavalcando l’autostrada sgombra della rete universitaria!

HPCC / Esterno

Eccola la nostra prima Ubiquiti Nanostation M5 nell’ufficio che geegeek le ha preparato con amore. Il montante è uno di quelli scelti col nostro secondo ordine di materiale: si è rivelato un pò troppo attillato al primo tentativo, ma dopo qualche settimana gigi ha riportato sul luogo del delitto una versione che era stata piegata (letteralmente) ai nostri scopi.

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Come è alimentata? Il cavo LAN che fa anche da PoE scorre lungo la facciata dell’edificio, perfettamente mimetizzata da una canalina dipinta dal nostro tutto-man gigi, in versione pittore oltre che scultore.

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HPCC / Interno

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Come tutti i router coinvolti finora a Catanzaro e a Cosenza, quello presente in HPCC a interfacciarsi con la Nanostation all’esterno è un TP-Link economicissimo (WR-741ND, disponibile a meno di 20€!) nel quale il firmware di default ha abdicato in favore di un ben più potente e ben più libero OpenWrt trunk cucinato dal nostro Spax. Tra le personalizzazioni da noi scelte tra i tantissimi pacchetti opzionali forniti dal progetto open source c’è ovviamente il demone OSLR, il mattone fondamentale dell’architettura routing di Ninux; il supporto per il protocollo IPv6 (lo sapete che il 6 Giugno è la giornata del lancio ufficiale su scala mondiale?); Tinc per collegarsi in VPN con le altre isole che compongo la rete Ninux nazionale; nodogsplash, una pagina d’introduzione a Ninux che si presenterà in futuro a chiunque si connetta ad uno degli AP liberi della rete.

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La rete in HPCC ha una gestione leggermente diversa dal resto della rete universitaria, ed è separata dalla WiUnical. Sistemare quest’anello mancante non si è però rivelato un problema: con una coppia di connettori Powerline abbiamo collegato il router nel nostro laboratorio con quest’altro sistemato accanto alla finestra dell’aula seminari dell’HPCC e che fa da AP per la WiUnical.
Questo AP in particolare ci sta facendo un pò dannare a causa della sua instabilità che ci costringe spesso a riavviarlo; ma sappiamo che è il prezzo da pagare alla nostra voglia di sperimentare che ci porta a compilare versioni ancora in sviluppo di OpenWRT. Quando arriverà il momento consolideremo il tutto adoperando build stabili e ufficiali su tutti i nostri dispositivi.

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Middle Point / Esterno

Come l’altra Nanostation M5, anche questa Ubiquiti è stata flashata con l’ultima versione di AirOS personalizzata da alcuni pacchetti selezionati (OLSRd, IPv6). A differenza di OpenWRT, AirOS è un firmware proprietario che viene però preferito per le sue performance nettamente superiori. Ad ogni modo l’azienda produttrice ha messo a disposizione un SDK che permette a programmatori terzi di aumentare il potenziale del prodotto compilando software libero già disponibile per altre piattaforme in modo da farlo girare nativamente sull’hardware.

Questo montante è stato invece "ingrassato" da gigi alla meno peggio: Just Works (TM).

Questo montante è stato invece “ingrassato”
da gigi alla meno peggio: Just Works (TM).

Per l’alimentazione (PoE) ci siamo allacciati ad una vecchia luce di servizio dimenticata da tutti e non più funzionante. Il cavo passa sotto ad una trave, bloccato da alcune fascette, in modo da resistere alle intemperie.

Dentro la plastica trasparente, la 220 e il Power-over-Ethernet.

Dentro la plastica trasparente, la 220 e il Power-over-Ethernet.

Ecco la visuale, perfettamente allineata, di cui gode quest’antenna verso la sua gemella in HPCC. Questa foto è la rappresentazione fisica del primo link operativo a Cosenza, come conferma la Ninux Map ufficiale.

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Aula Zenith / Interno

Rappresentazione della rete attuale , by Spax.

Rappresentazione della rete attuale , by Spax.

Il tassello finale è rappresentato dai due device (sempre TP-Link) presenti nella nostra sede, “AP Zenith” e “Router Zenith” nella topologia logica accanto, e connessi tra di loro con l’interfaccia WAN. I Router sono comodamente alloggiati in una cassetta che contiene tutto il resto dei dispositivi che cablano l’aula. Il Router fa da client sulla WiUnical, mentre l’Access Point con SSID “HacklabCS” fornisce connettività (anche Internet) a tutta l’aula, rendendo possibile per la prima volta in 2 anni la presenza di una connessione libera nel luogo di riunione scelto dall’Hacklab Cosenza. Avremmo potuto usare un solo device, scegliendone uno o con doppia interfaccia radio o uno in grado di operare in dual mode mantenendo un buon livello di prestazioni. Abbiamo però scelto di sdoppiare i compiti per aumentare il numero di nostri dispositivi “di produzione” e quindi i terreni su cui sperimentare; inoltre questa soluzione è nettamente più economica, con un costo complessivo dei router di 35€!

Speriamo che questo sia solo il primo di una serie di AP che consentiranno accesso alla rete Ninux in tutta l’Unical…

What’s Next?

Abbiamo affiancato la sperimentazione pura e semplice ad un obbiettivo reale e concreto, ed abbiamo portato a termine entrambi con successo. E adesso? Quali sono i prossimi passi per Ninux Calabria?

  • Continuare a sperimentare. Ci sono tantissimi dispositivi in inventario che non aspettano altro di essere unboxati e di ricevere un po’ d’amore. Ce ne sono altrettanti che ancora non abbiamo mai avuto sotto mano ma che abbiamo identificato come intriganti e con cui non vediamo l’ora di esplorare nuovi settori della nostra base di conoscenze in perenne work-in-progress. A questo si aggiunge la sconfinata base software disponibile tra cui trovare i bit giusti per potenziare le performance, la stabilità e la sicurezza della rete.
  • Espandere la rete. I nostri primi segmenti funzionanti ci danno l’iniezione di fiducia di cui avevamo bisogno per cominciare a cercare altra gente volenterosa con la quale ampliare le nostre isole. Come si vede dalle foto il nostro link (entrambe le antenne) hanno una fantastica linea visiva verso la cittadina universitaria di Quattromiglia, dove speriamo di trovare terreno fertile per nuovi segmenti. La ricerca di nuovi nodi potenziali era già partita a Catanzaro e Reggio Calabria, ora anche Cosenza può cominciare.
  • Produrre documentazione. Dalla nostra prospettiva “from scratch”, cominciando da zero assoluto ci troviamo spesso a desiderare che le conoscenze da acquisire e di cui abbiamo bisogno siano tutte quante organizzate e facili da reperire. Spesso invece la situazione è opposta, con informazioni che non sono disponibili in forma omogenea ma piuttosto di frammenti sparsi che richiedono un gran lavoro di raccolta. Vogliamo documentare passo passo il nostro bagaglio che cresce, non solo a nostro beneficio, ma anche per i prossimi avventurieri che ci seguiranno e per chi Ninux lo fa da un bel po’ e non ha vita facile nell’illustrare ai neofiti le basi di questa rete comunitaria. Per questo abbiamo cominciato a lavorare per produrre documentazione, per esempio con le registrazioni video del 1° Workshop calabrese, e a ampliare in sinergia con Roma il wiki nazionale.
  • Dipanare i dubbi. Ovunque nel mondo, ma in maniera drammaticamente marcata in Italia, l’apparato normativo si è fatto lasciare particolarmente dietro dal progresso tecnologico, mantenendo in vigore norme pensate per un passato che adesso non esiste più e che lasciano nell’incertezza applicazioni di tecnologie moderne, come ad esempio Ninux. Ora che, per quanto piccola, la nostra Ninux Calabria si tocca con mano è ora di pensare al futuro: delineare e comprendere quale sia la situazione normativa attuale nella quale una rete posseduta da chiunque ne faccia parte si colloca, anticipare le problematiche e infine risolverle con tutti i mezzi a disposizione di un membro di una comunità partecipe e informato.
  • Dare sostanza alla rete. Ora che una piccola porzione dell’infrastruttura è in piedi, nell’attesa di espanderla vogliamo cominciare a farne uso: dal piccolo prurito (l’intera Wikipedia in modalità offline e autoaggiornante? Yeah, baby!) al grande progetto (ci pensate ad un server DNS interno a Ninux che risolva domini .ninux che chiunque può avere gratuitamente?), passando per file server, chiamate VoIP, streaming audio e video, un nuovo spazio didattico gestito interamente da studenti Unical dove scambiare materiale e appunti, messaggistica istantanea geo-based, e chissà che altro. Abbiamo appena cominciato a grattare la superficie dell’immaginazione. Con Internet, una volta che l’infrastruttura è stata accessibile a tutti è stata la forza propulsiva delle applicazioni pensate dai singoli a dare il valore sconfinato che le attribuiamo oggi. Con Ninux contiamo succeda lo stesso, con una rete che stavolta però appartiene a tutti.

Volete partecipare? Ci riuniamo tutti i Martedì dalle 19 all’aula Zenith (Cubo 13C) dell’Università della Calabria, e a Catanzaro presso lo *Lab ogni Sabato pomeriggio. Ninux Calabria si coordina a livello regionale sulla nostra Mailing List ufficiale. Iscrivetevi!

Aspettando le antenne, cabliamo a Catanzaro

Ciao a tutti scrivo per condividere i prossimi passi che faremo:

In teoria, abbiamo mosso tutte le nostre pedine. Però per adesso attendiamo le antenne. Io comunque non voglio tenermi fermo. Quindi ho deciso con Alessio (che per chi non sapesse è l’altra persona a CZ con cui fare il link) che andiamo da lui e poi allo *lab per preparare i cavi , e quindi eventuali buchi e pali. Penso che questo basta per fare in modo che quando il giorno arriverà le antenne le dovremmo solo configurare e piazzare.

Da come avete visto Alessio si trova (al panorama, vedi foto) in un punto perfetto per mettere una rocket, quindi per lui abbiamo previsto questo tipo particolare di antenna.
Mentre allo *Lab visti i risultati del test fatti con le M5 abbiamo deciso di mettere una AirGrid. Che tra l’ altro abbiamo già.

Diciamo che visto quello che abbiamo i prossimi passi saranno questi:

Sabato/domenica. Io ed Alessio cabliamo i due luoghi destinati ad ospitare i nodi. Ho qualche soldo da parte, quindi posso anticipare le spese. Poi provvediamo a fare lo stesso allo *lab, solo che lì impiegheremo più tempo perché c’è da trapanare un muro esterno. Quindi valutiamo se ci servono stafferie varie ed eventualmente le andiamo a comprare al “fai da te”.

Se entro domenica riusciamo a completare questo step, la settimana prossima configuro la AirGrid come station ed entro fine settimana la montiamo.

A questo punto vediamo la situazione ordine vediamo in che stato è e quindi procediamo con la conclusione del nodo.

Poi tutto il resto è noia :-)

È arrivato il nostro primo ordine

Sono arrivate!

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Non vediamo l’ora di… flasharci sopra il nostro entusiasmo =)

Ecco l’ordine completo:

1 x Ubiquiti :: POE-48 Power Adapter (UBNT-POE-48-24W)
3 x Ubiquiti :: AirMax NanoStation M5 – High Performance CPE for 5G (UBNT-NANOSTATION-M5)
2 x TP-Link :: TL-WR741ND AP/Router 802.11b/g/n (TPLINK-WR741ND)
1 x Ubiquiti :: AirMax Airgrid M5 23dBi High Power (UBNT-AIRGRID-M5-23-HP)
1 x TP-Link :: TL-WR841ND Wireless N Router up to 300Mbps (TP-LINK-TL-WR841ND)
1 x TP-Link :: TL-WR940N 300Mbps Wireless N Router (TPLINK-TL-WR940N)