[Rassegna Stampa] “Ninux, un altro web”, Corriere della Calabria del 10 Ottobre

Cliccando sulle immagini potrete leggere direttamente la scansione dell’articolo e visualizzare le fotografie incluse, tra cui una del nostro BornAgain che ha condotto gran parte dell’intervista, mentre in basso trovate la trascrizione completa del pezzo per la comoda lettura via web. In alternativa potete scaricare il PDF. Buona lettura!

ninux-corriere-calabria-pag1 ninux-corriere-calabria-pag2COMUNITÀ VIRTUALI

Ninux, un altro web

È una rete wireless in cui i partecipanti comunicano e scambiano contenuti. È alternativa a internet. I suoi “nodi” adesso spuntano anche in Calabria

di Alessia Candito

In barba alle statistiche che relegano la Calabria in fondo alle classifiche di alfabetizzazione informatica e sul podio del digital divide italiano, ci sono anche (pochi) calabresi fra i pionieri della rete alternativa a internet che, nodo dopo nodo, sta colorando la penisola. Si chiama Ninux e tecnicamente si tratta di una meshnet, una wireless privata, i cui partecipanti possono comunicare tra loro, scambiare file, mettere in comune contenuti, risorse o servizi, far viaggiare video, foto, informazioni in modo del tutto indipendente da quella che è comunemente conosciuta come Rete. Per entrarci e diventare quello che in gergo si definisce “nodo” bastano un’antenna radio, un normale router e le conoscenza tecniche necessarie per collegarsi alla cosiddetta “isola”, l’insieme dei nodi presenti nel proprio territorio. Anzi, spiega Dario Stelitano, reggino, dottorando In Fisica all’Università di Potenza e fra i pionieri della rete alternativa calabrese, le conoscenze tecniche non sono neanche strettamente necessarie perché «Ninux è prima di tutto una comunità, un insieme di persone che – ognuna con le proprie competenze, ognuna con le proprie capacità — hanno deciso di unirsi per costruire un’infrastruttura su cui far viaggiare liberamente delle informazioni, al di fuori delle strade note». E proprio le strade sono l’esempio più calzante per spiegare la filosofia di questa nuova “rete delle reti” che piano piano sta conquistando l’Italia. «È come se ogni partecipante alla rete, quindi ogni nodo costruisse il suo pezzetto di strada che si collega alle altre che i suoi vicini stanno realizzando, ma nessuno ci mette un cancello o un pedaggio. Alla fine tutti quelli che partecipano alla costruzione della strada possono viaggiarci liberamente: questo è Ninux. Ogni partecipante, ogni nodo, contribuisce alla costruzione di una infrastruttura di rete che permette a tutti di comunicare con tutti, gratuitamente». Ma soprattutto, a differenza di quanto succede con un provider commerciale — i vari operatori telefonici che offrono l’accesso alla rete – si possono caricare e scaricare contenuti alla stessa velocità. «È una basilare questione di democrazia – sottolinea Stelitano – in Ninux i contenuti con cui io arricchisco la rete hanno lo stesso valore di quelli a cui io posso accedere. Su Internet no. L’apporto che come utente potrò dare sarà sempre inferiore a quello — ormai in larga parte commerciale e a pagamento – che viaggia in rete. Con Ninux, la rete è neutrale, non appannaggio dei provider».

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Osservatorio Up

20130129_154746Un altro pezzetto di Ninux si costruisce a Reggio Calabria. Da ieri sera è attivo il segmento BornAgain-Osservatorio che fa entrare una realtà sociale come il Gruppo Astrofili di Reggio nella rete Ninux.
Hanno partecipato al montaggio Virgilio, Piper e BornAgain con il supporto online di Spax e Gigismi degli Hacklab di Cosenza e Catanzaro: quella che si dice .. una comunità.
Adesso una VPN che li faccia parlare sul resto della rete nazionale .. e il gioco è completo.

Stay Tuned

Riunione Ninux a Reggio, il resoconto

Scritto da Roberto “Il Bak

Riporto anche qui le idee di cui si è parlato all’ultima riunione…

Discutendo sui progressi fatti fino ad ora possiamo dire che la partenza del progetto è stata più che promettente, avendo già a disposizione dei “nodi” che potrebbero iniziare a comunicare tra loro dando vita alla prima rete digitale cittadina di proprietà dei cittadini.

Quello che vogliamo realizzare però richiede ancora più partecipazione ed adesioni, sia da chi deve ancora essere raggiunto dall’idea, sia da chi è stato parte del progetto fin qui.
Per questo motivo si è pensato di organizzare delle serate in cui, tra una birra, una chiacchiera ed una partitella in LAN, continuare a ritrovarsi e coinvolgere gente nuova.
Abbiamo sottolineato la necessità che il nostro non diventi un ambiente chiuso ed elitario, ma sereno e popolare. Questo specie in vista di una successiva fase di divulgazione del progetto con cui, dati e prospetti alla mano, poter proporre l’adesione alla rete Ninux anche a famiglie e soggetti comunque meno avvezzi alle macchinazioni informatiche.

E’ venuto a trovarci Vincenzo “Spax”, dall’Hacklab di Cosenza, col quale ci siamo confrontati su quelle che possono essere strategie utili nel creare al meglio la nostra infrastruttura.
La loro esperienza si pone su basi ancor più precarie della nostra, basandosi sul lavoro di studenti e figure che possono dedicare del tempo limitato al progetto Ninux, eppure sono già riusciti a mettere su una rete stabile e funzionale.

Per noi il primo passo sarà quindi creare una base di risorse umane affidabile e costante, tenendo presente questi “LAN party” come momenti di ritrovo abitudinario e condivisione.
Successivamente passare alla divulgazione per poter espandere la rete e renderla il più capillare possibile.

Obiettivo a breve termine (per il quale seguiranno dei rilievi in questi giorni) sarà la connessione dei primi punti della rete che possono essere già attivati. L’elasticità dell’infrastruttura che andiamo a creare e la sua persistenza (“Un’antenna è per sempre!” come esclamò Spax alla cena) ci fanno pensare che sarà un cammino in cui la rete, una volta attiva, può solo migliorare ed ingrandirsi.

Ninux Calabria è nata!

– Si vabbhè, ma ‘ste latenze e ‘ste deviazioni standard non esistono, c’è qualcosa che non quadra.
– No ti spiego, qua c’è di mezzo la rete universitaria a rompere i coglioni, a Catanzaro i parametri saranno normali.
– Ma io sono a Catanzaro!

La discussione in Aula Zenith, sede dell’Hacklab Cosenza presso l’Università della Calabria, prosegue più animata di prima, ma Geegeek non sta già più ascoltando. Invece, sorride. Se avete conosciuto Gigi, saprete bene che il suo sorriso diventa la sua faccia, ed è quindi pressoché impossibile da ignorare a lungo. Dopo averlo notato con le valigie in mano in direzione tangente, non è stato difficile capire cosa gli fosse preso, sintonizzare i nostri pensieri e sorridere anche noi.

La naturalezza con cui è uscita quella frase, pretendere di trovarsi a Catanzaro nel bel mezzo della Facoltà di Economia dell’Unical, racchiude in un attimo solo il risultato di tutti i 13 mesi di lavoro del team di Ninux Calabria. 13 mesi di lavoro su ogni fronte, pieno zeppo di passi spesso troppo piccoli, intangibili ma comunque inevitabili e quindi frustranti. Nelle prime due settimane di Maggio però tutti questi pezzi hanno cominciato ad incastrarsi in un per noi entusiasmante effetto domino e ora siamo qui a raccontarvi che Ninux Calabria è nata.

Quando siamo partiti nell’Aprile del 2011 sapevamo di aver di fronte un immenso lavoro di test da fare e, soprattutto, di know-how da costruire; sapevamo che avremmo impiegato mesi per fare cose che a quelli di Ninux.org occorre mezza giornata per completare. Può essere dura lavorare con così tanto da fare e poche soddisfazioni nell’immediato, ma dalla nostra avevamo un “milestone” che ci siamo fin dall’inizio prefissi di raggiungere durante la costruzione della rete Ninux calabrese: collegare le due sedi dell’HackLab Cosenza presso l’Università della Calabria e quindi dotarlo di una propria rete autonoma. Entro Ottobre però, con i progressi fatti a Catanzaro, l’idea si è fatta ancora più grande: collegare in un rete libera le sedi dei due Hacklab calabresi di Catanzaro (lo *Lab) e Cosenza (la Zenith).

E 13 mesi dopo, ci siamo. Chiediamo scusa ai ragazzi del corso di giapponese dell’aula gemella se questo ping

il portatile di Stefanauss in Zenith pinga uno dei server nell'armadio *Lab.

il portatile di Stefanauss in Zenith pinga uno dei server nell’armadio *Lab.

è stato accolto da un nostro boato =)

Adesso segue un po’ di cronistoria di questo link e poi, in fondo, una carrellata dei nostri prossimi obbiettivi.

Il Link

Il progetto originale del link secondo l'artista che c'è in geegeek.

Il progetto originale del link secondo l’artista che c’è in geegeek.

Zenith-HPCC, ~250m

Zenith-HPCC, ~250m

Quello che ci ha fatto dannare per mesi non è tanto la distanza, piuttosto ridotta, ma l’assenza di una visuale aperta tra i due punti: il nostro laboratorio si trova sul retro dell’edificio che ospita il Centro di Calcolo ad Alte Prestazioni (punto rosso), mentre il luogo dove ci riuniamo è l’Aula Zenith (punto verde), ed entrambi sono accessibili dal ponte carrabile dell’Unical.

Visuale dal middle point. L'ultimo lampione in fondo è l'HPCC.

Visuale dal middle point.
L’ultimo lampione in fondo è l’HPCC.

Dopo i primi sopralluoghi, abbiamo identificato come middle point il retro di un cubo nelle immediate vicinanze della Zenith e che ha visuale sgombra verso l’HPCC: il punto ideale per triangolare e ultimare il link.

Mentre arrivava il primo ordine di materiale e cominciavano le sperimentazioni software su firmware e protocolli coordinate da Spax, e le prime misurazioni ci rassicuravano, per il link tutto si è quindi trasformato in una sfida logistica: Come piazzare le antenne in modo sicuro? Come arrivare al tetto del middle point e garantirci quindi la visuale sulla Zenith?
Per 8 mesi (inclusa tutta l’Estate) un router flashato con OLSR è rimasto indisturbato e intatto in cima al middle point, a rispondere almeno parzialmente alla prima di queste domande. In HPCC si è rivelato tutto un po’ più complicato: siamo riusciti ad ultimare due installazioni di test differenti, una a Maggio 2011 e una a Luglio 2011, che però si sono rivelate inadeguate in quanto a sicurezza. Ad ogni modo la soluzione finale e attuale non è dissimile da quelle precedenti, solo più raffinata. La strada HPCC-Middle Point era tracciata.

Eravamo però in piena frustrazione per l’ultimo, piccolo tratto. L’idea era facile a dirsi: una 50ina di metri di cavo Ethernet calati su per il tetto, fatti scorrere verso la parte frontale dell’edificio protetti da una canalina, e collegati ad un Access Point alimentato in power-over-Ethernet. Praticamente impossibile da realizzare invece: senza autorizzazione e senza attrezzatura adeguata non siamo neanche arrivati ad un vero e proprio sopralluogo del tetto. La naturale conseguenza è stata un po’ di demotivazione e lo spostamento del nostro focus da Cosenza a Catanzaro, dove invece tutto procedeva a latenze bassissime e visuali sterminate. Ci eravamo rassegnati ad un approccio alla lontana, puntando a trasformare qualche nodo (molto) potenziale della vicina cittadina universitaria, Quattromiglia, in un nodo operativo e da lì triangolare con la Zenith, ma il tutto è rimasto fumoso nei dettagli. Fino a che, questo mese di Aprile, è arrivata

La svolta

Una foto artistica del Centro di Calcolo ad Altre Prestazioni dell'UniCal, by Vin-San.

Una foto artistica del Centro di Calcolo
ad Altre Prestazioni dell’UniCal, by Vin-San.

Sotto forma di una coppia di scoperte che richiamano valori tipici della mentalità hacker: l’esplorare ogni angolo di un problema e trovarne soluzioni la cui bellezza è insita nella loro non-ovvietà.

Innanzitutto, geegeek ha trovato il modo di montare in tutta sicurezza l’antenna lato HPCC sfruttando il supporto di una telecamera di sorveglianza: alta abbastanza da essere inaccessibile ad eventuali vandali pur rimandendo di facile accesso per le persone all’interno del Centro.

Stimolati da un problema del tutto separato dal progetto Ninux Calabria che concerneva il nostro bisogno di NATtare la WiUnical per consentire la connessione ad internet anche ai corsisti networking dell’Hacklab che non erano universitari, abbiamo indagato più a fondo la struttura delle rete universitaria che è stata rinnovata a Gennario 2012, e che ora prevede AP non protetti e accesso sicuro garantito da un tunnel VPN. Petruzzo e Vin-San si sono accorti che qualsiasi configurazione IP statica assegnata ai propri terminali, collegati ad un qualunque Access Point aperto tra quelli sparsi per l’università ma non loggati in VPN, consentiva loro di comunicare host-to-host con successo. Ad esempio, Il protocollo Bonjour, installato di default sulle maggiori distro Linux, consentiva ad esempio la chat out-of-the-box! A quanto pare, la WiUnical è una gigantesca LAN in cui tutti gli Access Point sono interconnessi tra di loro da una serie di switch. Il 2+2 è stato immediato: non avevamo più bisogno di collegare fisicamente il tratto che ci mancava, ma la Zenith e l’HPCC potevano essere uniti cavalcando l’autostrada sgombra della rete universitaria!

HPCC / Esterno

Eccola la nostra prima Ubiquiti Nanostation M5 nell’ufficio che geegeek le ha preparato con amore. Il montante è uno di quelli scelti col nostro secondo ordine di materiale: si è rivelato un pò troppo attillato al primo tentativo, ma dopo qualche settimana gigi ha riportato sul luogo del delitto una versione che era stata piegata (letteralmente) ai nostri scopi.

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Come è alimentata? Il cavo LAN che fa anche da PoE scorre lungo la facciata dell’edificio, perfettamente mimetizzata da una canalina dipinta dal nostro tutto-man gigi, in versione pittore oltre che scultore.

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HPCC / Interno

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Come tutti i router coinvolti finora a Catanzaro e a Cosenza, quello presente in HPCC a interfacciarsi con la Nanostation all’esterno è un TP-Link economicissimo (WR-741ND, disponibile a meno di 20€!) nel quale il firmware di default ha abdicato in favore di un ben più potente e ben più libero OpenWrt trunk cucinato dal nostro Spax. Tra le personalizzazioni da noi scelte tra i tantissimi pacchetti opzionali forniti dal progetto open source c’è ovviamente il demone OSLR, il mattone fondamentale dell’architettura routing di Ninux; il supporto per il protocollo IPv6 (lo sapete che il 6 Giugno è la giornata del lancio ufficiale su scala mondiale?); Tinc per collegarsi in VPN con le altre isole che compongo la rete Ninux nazionale; nodogsplash, una pagina d’introduzione a Ninux che si presenterà in futuro a chiunque si connetta ad uno degli AP liberi della rete.

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La rete in HPCC ha una gestione leggermente diversa dal resto della rete universitaria, ed è separata dalla WiUnical. Sistemare quest’anello mancante non si è però rivelato un problema: con una coppia di connettori Powerline abbiamo collegato il router nel nostro laboratorio con quest’altro sistemato accanto alla finestra dell’aula seminari dell’HPCC e che fa da AP per la WiUnical.
Questo AP in particolare ci sta facendo un pò dannare a causa della sua instabilità che ci costringe spesso a riavviarlo; ma sappiamo che è il prezzo da pagare alla nostra voglia di sperimentare che ci porta a compilare versioni ancora in sviluppo di OpenWRT. Quando arriverà il momento consolideremo il tutto adoperando build stabili e ufficiali su tutti i nostri dispositivi.

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Middle Point / Esterno

Come l’altra Nanostation M5, anche questa Ubiquiti è stata flashata con l’ultima versione di AirOS personalizzata da alcuni pacchetti selezionati (OLSRd, IPv6). A differenza di OpenWRT, AirOS è un firmware proprietario che viene però preferito per le sue performance nettamente superiori. Ad ogni modo l’azienda produttrice ha messo a disposizione un SDK che permette a programmatori terzi di aumentare il potenziale del prodotto compilando software libero già disponibile per altre piattaforme in modo da farlo girare nativamente sull’hardware.

Questo montante è stato invece "ingrassato" da gigi alla meno peggio: Just Works (TM).

Questo montante è stato invece “ingrassato”
da gigi alla meno peggio: Just Works (TM).

Per l’alimentazione (PoE) ci siamo allacciati ad una vecchia luce di servizio dimenticata da tutti e non più funzionante. Il cavo passa sotto ad una trave, bloccato da alcune fascette, in modo da resistere alle intemperie.

Dentro la plastica trasparente, la 220 e il Power-over-Ethernet.

Dentro la plastica trasparente, la 220 e il Power-over-Ethernet.

Ecco la visuale, perfettamente allineata, di cui gode quest’antenna verso la sua gemella in HPCC. Questa foto è la rappresentazione fisica del primo link operativo a Cosenza, come conferma la Ninux Map ufficiale.

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Aula Zenith / Interno

Rappresentazione della rete attuale , by Spax.

Rappresentazione della rete attuale , by Spax.

Il tassello finale è rappresentato dai due device (sempre TP-Link) presenti nella nostra sede, “AP Zenith” e “Router Zenith” nella topologia logica accanto, e connessi tra di loro con l’interfaccia WAN. I Router sono comodamente alloggiati in una cassetta che contiene tutto il resto dei dispositivi che cablano l’aula. Il Router fa da client sulla WiUnical, mentre l’Access Point con SSID “HacklabCS” fornisce connettività (anche Internet) a tutta l’aula, rendendo possibile per la prima volta in 2 anni la presenza di una connessione libera nel luogo di riunione scelto dall’Hacklab Cosenza. Avremmo potuto usare un solo device, scegliendone uno o con doppia interfaccia radio o uno in grado di operare in dual mode mantenendo un buon livello di prestazioni. Abbiamo però scelto di sdoppiare i compiti per aumentare il numero di nostri dispositivi “di produzione” e quindi i terreni su cui sperimentare; inoltre questa soluzione è nettamente più economica, con un costo complessivo dei router di 35€!

Speriamo che questo sia solo il primo di una serie di AP che consentiranno accesso alla rete Ninux in tutta l’Unical…

What’s Next?

Abbiamo affiancato la sperimentazione pura e semplice ad un obbiettivo reale e concreto, ed abbiamo portato a termine entrambi con successo. E adesso? Quali sono i prossimi passi per Ninux Calabria?

  • Continuare a sperimentare. Ci sono tantissimi dispositivi in inventario che non aspettano altro di essere unboxati e di ricevere un po’ d’amore. Ce ne sono altrettanti che ancora non abbiamo mai avuto sotto mano ma che abbiamo identificato come intriganti e con cui non vediamo l’ora di esplorare nuovi settori della nostra base di conoscenze in perenne work-in-progress. A questo si aggiunge la sconfinata base software disponibile tra cui trovare i bit giusti per potenziare le performance, la stabilità e la sicurezza della rete.
  • Espandere la rete. I nostri primi segmenti funzionanti ci danno l’iniezione di fiducia di cui avevamo bisogno per cominciare a cercare altra gente volenterosa con la quale ampliare le nostre isole. Come si vede dalle foto il nostro link (entrambe le antenne) hanno una fantastica linea visiva verso la cittadina universitaria di Quattromiglia, dove speriamo di trovare terreno fertile per nuovi segmenti. La ricerca di nuovi nodi potenziali era già partita a Catanzaro e Reggio Calabria, ora anche Cosenza può cominciare.
  • Produrre documentazione. Dalla nostra prospettiva “from scratch”, cominciando da zero assoluto ci troviamo spesso a desiderare che le conoscenze da acquisire e di cui abbiamo bisogno siano tutte quante organizzate e facili da reperire. Spesso invece la situazione è opposta, con informazioni che non sono disponibili in forma omogenea ma piuttosto di frammenti sparsi che richiedono un gran lavoro di raccolta. Vogliamo documentare passo passo il nostro bagaglio che cresce, non solo a nostro beneficio, ma anche per i prossimi avventurieri che ci seguiranno e per chi Ninux lo fa da un bel po’ e non ha vita facile nell’illustrare ai neofiti le basi di questa rete comunitaria. Per questo abbiamo cominciato a lavorare per produrre documentazione, per esempio con le registrazioni video del 1° Workshop calabrese, e a ampliare in sinergia con Roma il wiki nazionale.
  • Dipanare i dubbi. Ovunque nel mondo, ma in maniera drammaticamente marcata in Italia, l’apparato normativo si è fatto lasciare particolarmente dietro dal progresso tecnologico, mantenendo in vigore norme pensate per un passato che adesso non esiste più e che lasciano nell’incertezza applicazioni di tecnologie moderne, come ad esempio Ninux. Ora che, per quanto piccola, la nostra Ninux Calabria si tocca con mano è ora di pensare al futuro: delineare e comprendere quale sia la situazione normativa attuale nella quale una rete posseduta da chiunque ne faccia parte si colloca, anticipare le problematiche e infine risolverle con tutti i mezzi a disposizione di un membro di una comunità partecipe e informato.
  • Dare sostanza alla rete. Ora che una piccola porzione dell’infrastruttura è in piedi, nell’attesa di espanderla vogliamo cominciare a farne uso: dal piccolo prurito (l’intera Wikipedia in modalità offline e autoaggiornante? Yeah, baby!) al grande progetto (ci pensate ad un server DNS interno a Ninux che risolva domini .ninux che chiunque può avere gratuitamente?), passando per file server, chiamate VoIP, streaming audio e video, un nuovo spazio didattico gestito interamente da studenti Unical dove scambiare materiale e appunti, messaggistica istantanea geo-based, e chissà che altro. Abbiamo appena cominciato a grattare la superficie dell’immaginazione. Con Internet, una volta che l’infrastruttura è stata accessibile a tutti è stata la forza propulsiva delle applicazioni pensate dai singoli a dare il valore sconfinato che le attribuiamo oggi. Con Ninux contiamo succeda lo stesso, con una rete che stavolta però appartiene a tutti.

Volete partecipare? Ci riuniamo tutti i Martedì dalle 19 all’aula Zenith (Cubo 13C) dell’Università della Calabria, e a Catanzaro presso lo *Lab ogni Sabato pomeriggio. Ninux Calabria si coordina a livello regionale sulla nostra Mailing List ufficiale. Iscrivetevi!

Primo link in Calabria: StarLab-Panorama!

Sono talmente contento che non so da dove cominciare per raccontarvi tutto, tutto quello che abbiamo fatto fino ad arrivare ad oggi. Un anno e mezzo di parole seguito dai goduriosi FATTI! La cosa bella è che da ora in poi dal punto di vista tecnico sarà molto più semplice :-) Non posso che ringraziare tutti coloro che direttamente ed indirettamente durante la notte ed il giorno, nelle pause e nei momenti più seri, hanno trovato del tempo da impiegare per rendere tutto questo realtà: Grazie Joe, Stefanauss, Spax, Vin-San e tutti voi dell’HLCS e HLCZ. E grazie ROMA che da capoccia di questa comunità ci ha guidati verso un futuro di TeraByte liberi XD

Bella Fish!” – “Bella Nino

La nostra rete comincia da piccoli passi gli stessi che oggi abbiamo compiuto insieme. Vi invito quindi a pingare la sottorete 10.88.1.1/24 ed a guardare questa bellissima immagine qui sotto.

20120312LinkCatanzaro

Inoltre grazie a tutte le pippe mentali che abbiamo fatto nella scelta dell’hardware, questo fine settimana faremo già il secondo link (che culo) XD

Un’antenna colore cielo ed il palo su cui montarla

Ieri allo *lab abbiamo colorato l’antenna, usando un colore che aiutasse a renderla meno vistosa dalla strada. Abbiamo optato per un colore blu cielo e questo è il risultato:

Ovviamente abbiamo colorato solo queste parti metalliche e non la grid.
Precedentemente però avviamo risolto un ploblema più serio di questo. Siccome il palo a cui attaccheremo l’antenna è del diametro di 11 cm, non trovavamo staffe adatte per poter montare un palo ad L su cui mettere l’antenna per cui anche in questo ci siamo dovuti un po’ ingegnare. La soluzione ci è venuta per caso mentre guadavo con gli altri clienti del negozio il materiale presente. In pratica abbiamo pensato di usare una barra filettata da potere piegare ad U e quindi collegare al palo ad L che vedete in figura. Mentre per un altro attacco usiamo sempre la stessa barra filettata ma piegata leggermente affinche si possano fare coincidere i 4 fori dell’attacco. Mi rendo conto che è un pò difficile spiegare bene la cosa a parole quindi vi farò vedere i risultati di quello che dico nella prossima e si spera ultima installazione del nodo a Catanzaro, così potrete anche apprezzare di vedere l’opera completata e finita :-)

VoIP in regalo per lo *lab HLCZ

Ciao a tutti,
Sono riuscito a trovare un buon telefono VoIP su eBay annunci e l’ ho quindi acquistato per donarlo allo StarLab di Catanzaro. È un grandstream budge tone-200. Abbastanza per essere configurato con liberailvoip e poter mettere su un doppio account. Uno per avere un numero geografico virtuale del tipo 0961xxxxxxx e l’altro per avere le chiamate in uscita verso tutti i fissi italiani. Altri dettagli ve li comunico dal vivo 😀

Anche perché come vi ho detto spero di portare avanti la politica del VoiP 😀

Installazione cablatura StarLab di Catanzaro – Parte prima

Ciao a tutti,
Chiedo scusa se specificherò anche i dettagli ma essendo la mia prima installazione ho deciso di documentarla con cura. In generale cercherò di fare in modo che siano le immagini a parlare per me quindi se non vi va di leggere tutto, potete tranquillamente seguire il flusso d’ immagini XD.

Ci eravamo lasciati che avevo praticato un foro profondo 40cm circa al muro dello *lab di catanzaro. Il risultato una volta asciugato lo stucco è questo:

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Quello che vedete è un tubo da 16mm fatto passare attraverso il foro e rifinito con stucco e vernice.
P.S.: la foto andrebbe girata di 90°

A questo punto con lo stucco asciutto ho livellato le asperità alla parete e pitturato con vernice bianca. Poi ho fatto passare il cavo all’esterno e siamo andati a lavorare fuori.

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Quanti soggettoni ci vogliono per fare un buco di 40 cm?

L’importanza del postare giorno dopo giorno

Salve a tutti hackari e non,

Sto seguendo il consiglio di Fish che mi ha detto di scrivere tutto sempre sul blog, anche se mi sembra poco.

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Oggi a Catanzaro anche se senza antenne abbiamo iniziato a fare la cablatura dei due luoghi interessati al collegamento. Abbiamo iniziato con Alessio dal Panorama (vedi articolo precedente) anche se di questo particolare cablaggio non ho informazioni precise, nel senso che non ho fatto foto, comunque dovremo sicuramente tornare quando ci sarà da montare l’antenna e le vedrete. Poi sono andato allo *lab ma non prima di passare a prendere Joe e di nuovo con Alessio abbiamo praticato il foro che collegherà la nostra postazione server con l’esterno e quindi la nostra antenna. Per cui arriviamo alla domanda iniziale di questo  articolo. La risposta è: 3, se non hai una scala ma usi 4 case se alzarti in alto e sopratutto devi fare un foro di “40 cm”. Riuscite a capire cosa fa ogni persona??

Una volta completato abbiamo fatto un salto al brico ed abbiamo acquistato tutto il necessario per realizzare un cablatura di qualità (come Fish insegna). Quindi Ho stuccato entrambi i lati del foro con abbondantissimo stucco. Poi ho preso le misure di un tubo e l’ho usato come canalina. Ho Ancora aggiustato con stucco, e da entrambi i lati ho sigillato alla perfezione.

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Come potete vedere da quest’altra foto all’interno del muro si vede solo un semplice foro. Aspettiamo comunque domani per completare il tutto così potrò farvi vedere come  mi sono regolato con la cassetta ed il box. Con tante bellissime foto.

Vi consiglio inoltre di aggiornarvi tramite G+ aggiungendo l’ utente ninuxcalabria :-)

Per il resto ho appena concluso con successo le mie compilazioni su openwrt. Ho preparato un router con tinc e olsr per il router tl-wr741nd entro i 4MB di memoria. Purtroppo però mi sono scordato ipv6, quindi mi tocca rifare tutto.

Domani completiamo quindi il cablaggio allo starlab e già che ci sono probabilemnte flasho uno dei due router dello *lab con uno di questi firmware openwrt pronti all’ uso :-)

Buona serata a domani