OLSR tramite antenna WiFI Interno di router LEDE/OpenWRT

Per estendere una rete mesh non sempre è necessario installare antenne esterne o affidarsi a link lunghi.

Un modo che può risultare comodo, soprattutto in zone densamente popolate, è quello di sfruttare il WiFi interno dei router con LEDE o Openwrt, sia a 2,4GHz che a 5GHz, per estendere localmente la rete mesh senza necessariamente aggiungere apparati o avere accesso al tetto, sfruttando magari la rete creata per veicolare il traffico fino ad arrivare al condòmino o al dirimpettaio che l’accesso al tetto ce l’ha e può collegarsi con gli altri nodi più distanti.

In questa semplice guida vedremo come settare l’interfaccia Wireless del router (in questo caso a 5GHz) in modo che possa veicolare il traffico OLSR diventando client di un Access Point che può essere sia un’antenna esterna, di cui riceviamo il segnale, e sia il segnale di un altro router nelle vicinanze il cui WiFi è stato configurato allo stesso modo ma in modalita Access Point.

Andare nella sezione Network => Wireless e cercare la rete a cui associarsi.

Lede_wifi

Selezionare la rete a cui associarsi e cliccare su Join Network scan_wifi

Apparirà la schermata in cui impostare i parametri dell’interfaccia Wireless in cui si dovrà creare una nuova interfaccia associandola alla zona di Firewall di NINUX

interfaccia_ninux

Una volta creata l’interfaccia si entrerà in Edit

interfaccia_olsr

A questo punto si selezionerà Static Address cliccando poi su Switch Protocol, inserendo quindi l’indirizzo dell’antenna prenotato sulla pagina Gestione Indirizzi o su IPAM con relativa Subnet Config_interfaccia_olsrUna volta applicate le modifiche l’intefraccia creata andrà selezionata nella sezione Services => Olsr Ipv4

 

HNA_olsr

 

Nanostation5 per il GR: impostare le vlan su antenne legacy

Appena ho cominciato ad avvicinarmi al mondo Ninux, per la troppa euforia, mi sono avventuarato nell’acquisto di 3 antenne usate.

Non essendomi ancora addentrato nella conoscenza “tecnica” dell’infrastruttura cosentina, erroneamente avevo pensato che, Nanostation5 [legacy] e Nanostation M5 fossero entrambe adatte al mio ingresso in Ninux.

Niente di più sbagliato, ora lo so, ma intanto 3 antenne erano state prese e un modo per usarle volevo trovarlo (ogni tanto sono alquanto cocciuto).

A Cosenza usiamo il ground routing (GR), lasciando invariato il firmware dell’antenna, ma il nodo a cui avrei potuto connettermi aveva attivo Airmax che, tra versione M5 e legacy, non è compatibile.

Rimanevano ancora utilizzabili come AP o STA in altri collegamenti ma, bisognava prima risolvere un piccolo problema: le vecchie versioni di AirOs, inferiori alla 5.x.x, non supportavano le vlan, indispensabili per usarle col GR.

A Cosenza, su questi apparati, c’era scarsa esperienza per cui ho cominciato a cercare info che potessero aiutarmi a risolvere il problema.

La soluzione si è presentata sotto forma di script da impostare in modo che si  avviasse congiuntamente all’antenna.

Cosa utile da fare prima di impostare lo script, è mettere direttamente come indirizzo IP dell’antenna, quello che si utilizzerà poi per raggiungerla tramite vlan.

network n5Questo perchè, non essendo le VLAN gestite dalla GUI dell’antenna, e visto che lo script rappresenta una forzatura, ad ogni successiva modifica effettuata dall’interfaccia grafica, con conseguente Save&Apply, il browser verrà reindirizzato sull’ IP Address presente nella GUI e non su quello presente nello script.

Altra difficoltà derivava dall’ultimo firmware della Ubiquiti, relativo alle N5, che impediva, se selezionato come paese l’Italia, di usare l’antenna come Access Point.

Rispetto alle M5, c’è da dire che anche il compliance test è differente, poichè sblocca sì tutte le frequenze ma solo con Channel Spectrum Width a 20MHz.

Dopo aver scaricato il fimware, ho quindi fatto un downgrade del firmware alla versione  XS5.ar2313.v3.6.4703.101129.1111, ripristinando le funzionalità necessarie per ottenere un’antenna utile per poter realizzare un collegamento ninux.

frirmware

Prendendo spunto dalla guida trovata sul forum Ubiquiti, sono entrato via telnet sulla N5 è ho creato, tramite vi, il file /etc/persistent/rc.poststart contenente il seguente script (riveduto e corretto anche grazie a Stefanauss e Musk):

#!/bin/sh

# PARAMETERS

# DELETE CURRENT CONFIGURATION
ifconfig ath0 0.0.0.0
ifconfig br0 down
brctl delif br0 ath0
brctl delif br0 eth0
brctl delbr br0

## CREATE VLANS
# VLAN OLSR (supponendo VID = 4)
vconfig add eth0 4
# VLAN GESTIONE (VID = 10)
vconfig add eth0 10

# CREATE WIRELESS BRIDGE
brctl addbr br0
ifconfig eth0.4 0.0.0.0 up
ifconfig ath0 0.0.0.0 up
brctl addif br0 ath0
brctl addif br0 eth0.4
ifconfig br0 0.0.0.0 up

## SETUP MANAGEMENT INTERFACE
# MANAGEMENT ADDRESS
ifconfig eth0.10 10.87.2.253 netmask 255.255.255.0 up
route del default gw 0.0.0.0
# DEFAULT ROUTE Vs GROUND ROUTER
route add default gw 10.87.2.1 eth0.10

Salvato il file, bisogna dare i comandi:

XS5.ar2313.v3.6.4703.101129.1111> sh rc.poststart
# si perderà l’interfaccia  grafica, settare la vlan di riferimento
# del proprio terminale (in questo caso 10) per  riaccedere
XS5.ar2313.v3.6.4703.101129.1111> cfgmtd -w -p /etc/
XS5.ar2313.v3.6.4703.101129.1111> reset

A questo punto l’antenna è perfettamente utilizzabile anche con GR.

I collegamenti saranno meno performanti di quelli realizzati con le M-series, ma si possono riutilizzare antenne un pò vecchiotte ma ancora del tutto valide.

Per toglierci un ultimo dubbio, abbiamo fatto delle prove mettendo una Nanostation 5, quindi legacy, come AP e cercando di associargli una Loco M5 come STA e viceversa.

Questo per verificare sul campo che effettivamente le 2 diverse serie della Ubiquiti potessero comunicare tra di loro e che tipo di link fosse possibile effettuare.

Per fare i test abbiamo posizionato una Loco M5 proprio di fronte alla Nanostation5, in modo da concentrare tutte le attenzioni sui settaggi evitando l’incognita del puntamento.

photo_2016-04-03_10-51-21 Di seguito i settaggi con i quali si riescono a linkare le 2 tipologie differenti di antenne.

M5 series come AP e N5 come STA

  • (AP) Airmax: disabilitato
  • (AP) Channel Width: 20Mhz

Max Data Rate del link: 54 Mbps

N5  come AP e M5 come STA

  • (AP) Airmax: disabilitato
  • (AP) Channel Width: 20Mhz

in IP_ANTENNA/advanced.cgi (che sulla N5 non è esposta nella GUI, almeno in alcune versioni del firmware, e va acceduta digitando a mano l’indirizzo)

  • (AP) Superag features:
    • Fast Frame: disabilitato
    • Bursting: disabilitato
    • Compression: disabilitato
    • Antenna Settings: vetical
  • (STA) Data rate: default

Max Data Rate del link: 54 Mbps

 Potrei aggiungere che il Signal Strength ottenuto era a -38dbm, ma  a quella distanza sarebbe ovviamente barare.

Benvenuto Lappanux, nuovo supernodo NinuCS

Da poco l’hardware team calabro (thank you Musk, PeppeLinux, Vilgio Big Hat e Stefanauss) ha attivato una nuova location a Lappano (Santo Stefano), in grado di coprire tutta Cosenza da Nord a Sud. Guardare per credere.

La panoramica del supernodo Lappanux. Non male, eh?

La panoramica del supernodo Lappanux. Non male, eh?

Si tratta di un supernodo creato, mantenuto e finanziato in combo da più membri della community cosentina, un bell’accenno di crowdfunding ninuxaro! Abbiamo anche imparato tanto, soprattutto uno dei principi basilari dei montaggi Ninux: chi più spende, meno spende. All’inizio avevamo acquistato antenne usate, di seconda mano, che da subito hanno performato male: flapping della Ethernet, radio presente a tratti, un disastro. Il primo “viaggio” ha posizionato tutto, ma non ha prodotto risultati in fin dei conti.

lappanux_peppe

Più che una corda sembrano le mie bretelle impigliate.

Per il secondo abbiamo fatto tesoro della lezione e siamo tornati ad apparati nuovi, testati e configurati in precedenza con tutta calma. Riconfigurato il router con ground routing da manuale, montato in una cassetta trasparente a tenuta stagna assieme ai POE, e aggiunto un braccetto per distanziare ulteriormente le antenne. Risultato perfetto!

Una volta tirati sù i cavi guainati il più è fatto

Una volta tirati sù i cavi guainati e le antenne sul palo siamo al 50% del lavoro. Seguono puntamento e routing test.

Lappanux è pronto per accogliervi in questa community libera, aperta, costruita dal basso. Puntando verso Lappanux troverete due SSID,

  • nord.lappanux.calabria.ninux.org – Ubiquiti Rocket M5 + Sector 90° 17 dBi
  • sud.lappanux.calabria.ninux.org – Ubiquiti NanoStation M5

Presto verrà installata una terza antenna direttiva che farà da dorsale punto-punto verso gli altri supernodi cosentini.

Un test veloce per linkarlo dall'esterno...

Un test veloce per linkarlo dall’esterno…

Su Lappanux abbiamo disabilitato le estensioni proprietarie della Ubiquiti (che spariranno presto anche a San Pietro in Guarano), pertanto qualsiasi apparato 802.11 abbiate che operi nei 5 GHz vi consentirà di collegarvi.

... concretizzato con una insonne airGrid, -72db  120 Mbps, CCQ 100%

… concretizzato con una insonne airGrid, -72db 120 Mbps, CCQ 100%

Come al solito vi aspettiamo nuovi Ninuxer, virtualmente sulla ML (“Contattaci” nel menu) e fisicamente ogni Martedì alle 19 all’Unical (Cubo 22).

lappanux2

E’ forse l’obiettivo del cellulare o quella Rocket pare troppo inclinata in basso… Vedremo, intanto saluti da Lappano.

600 mt… e l’infinito in mezzo

Ogni volta che Dario (BornAgain) torna a casa si cerca di organizzare un incontro davanti ad un caffè (che poi vira su pasticcini e similari) per pianificare i prossimi passi di Ninux a Reggio Calabria. Questa volta dovevamo pianificare un link da 50km per poter connettere 2 nuovi punti. Uno di questi è Astro64 (Giovanni) che abita a 600mt da casa mia….ma tra la mia antenna e la sua ci sono palazzi di svariate altezze … e lo stadio comunale…link impossibile.
Dopo varie ipotesi (e pasticcini) concludiamo l’incontro con un…..”e se ci proviamo lo stesso!??!??!?”. Appuntamento fissato nel pomeriggio tra nuvole minacciose e attrezzature non proprio omologate :)

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Terzo hotspot a Catanzaro

2012-09-10 15.49.19Se a Catanzaro avete necessità di collegarvi ad internet potete farlo tramite un nuovo hotspot (oltre ad ai due già esistenti). Ecco le coordinate

Proprio perché situato in alto ed all’esterno questo hotspot può essere agganciato a notevole distanza. Cercate quindi il ssid ninux.org

Ho fatto un test in un punto qualsiasi a più di 100 metri in linea d’aria.

Il pc mi indica la qualità del segnale con 2/3 tacche su 5 ed il test della velocità mi ha dato questi risultati:

Velocità in download: 2890 Kbps (361.3 KB/sec)
Velocità in upload: 344 Kbps (43 KB/sec)
Test eseguito alle: 11:18 del: 12/09/2012

Enjoy Catanzaro.

Ninux Calabria è nata!

– Si vabbhè, ma ‘ste latenze e ‘ste deviazioni standard non esistono, c’è qualcosa che non quadra.
– No ti spiego, qua c’è di mezzo la rete universitaria a rompere i coglioni, a Catanzaro i parametri saranno normali.
– Ma io sono a Catanzaro!

La discussione in Aula Zenith, sede dell’Hacklab Cosenza presso l’Università della Calabria, prosegue più animata di prima, ma Geegeek non sta già più ascoltando. Invece, sorride. Se avete conosciuto Gigi, saprete bene che il suo sorriso diventa la sua faccia, ed è quindi pressoché impossibile da ignorare a lungo. Dopo averlo notato con le valigie in mano in direzione tangente, non è stato difficile capire cosa gli fosse preso, sintonizzare i nostri pensieri e sorridere anche noi.

La naturalezza con cui è uscita quella frase, pretendere di trovarsi a Catanzaro nel bel mezzo della Facoltà di Economia dell’Unical, racchiude in un attimo solo il risultato di tutti i 13 mesi di lavoro del team di Ninux Calabria. 13 mesi di lavoro su ogni fronte, pieno zeppo di passi spesso troppo piccoli, intangibili ma comunque inevitabili e quindi frustranti. Nelle prime due settimane di Maggio però tutti questi pezzi hanno cominciato ad incastrarsi in un per noi entusiasmante effetto domino e ora siamo qui a raccontarvi che Ninux Calabria è nata.

Quando siamo partiti nell’Aprile del 2011 sapevamo di aver di fronte un immenso lavoro di test da fare e, soprattutto, di know-how da costruire; sapevamo che avremmo impiegato mesi per fare cose che a quelli di Ninux.org occorre mezza giornata per completare. Può essere dura lavorare con così tanto da fare e poche soddisfazioni nell’immediato, ma dalla nostra avevamo un “milestone” che ci siamo fin dall’inizio prefissi di raggiungere durante la costruzione della rete Ninux calabrese: collegare le due sedi dell’HackLab Cosenza presso l’Università della Calabria e quindi dotarlo di una propria rete autonoma. Entro Ottobre però, con i progressi fatti a Catanzaro, l’idea si è fatta ancora più grande: collegare in un rete libera le sedi dei due Hacklab calabresi di Catanzaro (lo *Lab) e Cosenza (la Zenith).

E 13 mesi dopo, ci siamo. Chiediamo scusa ai ragazzi del corso di giapponese dell’aula gemella se questo ping

il portatile di Stefanauss in Zenith pinga uno dei server nell'armadio *Lab.

il portatile di Stefanauss in Zenith pinga uno dei server nell’armadio *Lab.

è stato accolto da un nostro boato =)

Adesso segue un po’ di cronistoria di questo link e poi, in fondo, una carrellata dei nostri prossimi obbiettivi.

Il Link

Il progetto originale del link secondo l'artista che c'è in geegeek.

Il progetto originale del link secondo l’artista che c’è in geegeek.

Zenith-HPCC, ~250m

Zenith-HPCC, ~250m

Quello che ci ha fatto dannare per mesi non è tanto la distanza, piuttosto ridotta, ma l’assenza di una visuale aperta tra i due punti: il nostro laboratorio si trova sul retro dell’edificio che ospita il Centro di Calcolo ad Alte Prestazioni (punto rosso), mentre il luogo dove ci riuniamo è l’Aula Zenith (punto verde), ed entrambi sono accessibili dal ponte carrabile dell’Unical.

Visuale dal middle point. L'ultimo lampione in fondo è l'HPCC.

Visuale dal middle point.
L’ultimo lampione in fondo è l’HPCC.

Dopo i primi sopralluoghi, abbiamo identificato come middle point il retro di un cubo nelle immediate vicinanze della Zenith e che ha visuale sgombra verso l’HPCC: il punto ideale per triangolare e ultimare il link.

Mentre arrivava il primo ordine di materiale e cominciavano le sperimentazioni software su firmware e protocolli coordinate da Spax, e le prime misurazioni ci rassicuravano, per il link tutto si è quindi trasformato in una sfida logistica: Come piazzare le antenne in modo sicuro? Come arrivare al tetto del middle point e garantirci quindi la visuale sulla Zenith?
Per 8 mesi (inclusa tutta l’Estate) un router flashato con OLSR è rimasto indisturbato e intatto in cima al middle point, a rispondere almeno parzialmente alla prima di queste domande. In HPCC si è rivelato tutto un po’ più complicato: siamo riusciti ad ultimare due installazioni di test differenti, una a Maggio 2011 e una a Luglio 2011, che però si sono rivelate inadeguate in quanto a sicurezza. Ad ogni modo la soluzione finale e attuale non è dissimile da quelle precedenti, solo più raffinata. La strada HPCC-Middle Point era tracciata.

Eravamo però in piena frustrazione per l’ultimo, piccolo tratto. L’idea era facile a dirsi: una 50ina di metri di cavo Ethernet calati su per il tetto, fatti scorrere verso la parte frontale dell’edificio protetti da una canalina, e collegati ad un Access Point alimentato in power-over-Ethernet. Praticamente impossibile da realizzare invece: senza autorizzazione e senza attrezzatura adeguata non siamo neanche arrivati ad un vero e proprio sopralluogo del tetto. La naturale conseguenza è stata un po’ di demotivazione e lo spostamento del nostro focus da Cosenza a Catanzaro, dove invece tutto procedeva a latenze bassissime e visuali sterminate. Ci eravamo rassegnati ad un approccio alla lontana, puntando a trasformare qualche nodo (molto) potenziale della vicina cittadina universitaria, Quattromiglia, in un nodo operativo e da lì triangolare con la Zenith, ma il tutto è rimasto fumoso nei dettagli. Fino a che, questo mese di Aprile, è arrivata

La svolta

Una foto artistica del Centro di Calcolo ad Altre Prestazioni dell'UniCal, by Vin-San.

Una foto artistica del Centro di Calcolo
ad Altre Prestazioni dell’UniCal, by Vin-San.

Sotto forma di una coppia di scoperte che richiamano valori tipici della mentalità hacker: l’esplorare ogni angolo di un problema e trovarne soluzioni la cui bellezza è insita nella loro non-ovvietà.

Innanzitutto, geegeek ha trovato il modo di montare in tutta sicurezza l’antenna lato HPCC sfruttando il supporto di una telecamera di sorveglianza: alta abbastanza da essere inaccessibile ad eventuali vandali pur rimandendo di facile accesso per le persone all’interno del Centro.

Stimolati da un problema del tutto separato dal progetto Ninux Calabria che concerneva il nostro bisogno di NATtare la WiUnical per consentire la connessione ad internet anche ai corsisti networking dell’Hacklab che non erano universitari, abbiamo indagato più a fondo la struttura delle rete universitaria che è stata rinnovata a Gennario 2012, e che ora prevede AP non protetti e accesso sicuro garantito da un tunnel VPN. Petruzzo e Vin-San si sono accorti che qualsiasi configurazione IP statica assegnata ai propri terminali, collegati ad un qualunque Access Point aperto tra quelli sparsi per l’università ma non loggati in VPN, consentiva loro di comunicare host-to-host con successo. Ad esempio, Il protocollo Bonjour, installato di default sulle maggiori distro Linux, consentiva ad esempio la chat out-of-the-box! A quanto pare, la WiUnical è una gigantesca LAN in cui tutti gli Access Point sono interconnessi tra di loro da una serie di switch. Il 2+2 è stato immediato: non avevamo più bisogno di collegare fisicamente il tratto che ci mancava, ma la Zenith e l’HPCC potevano essere uniti cavalcando l’autostrada sgombra della rete universitaria!

HPCC / Esterno

Eccola la nostra prima Ubiquiti Nanostation M5 nell’ufficio che geegeek le ha preparato con amore. Il montante è uno di quelli scelti col nostro secondo ordine di materiale: si è rivelato un pò troppo attillato al primo tentativo, ma dopo qualche settimana gigi ha riportato sul luogo del delitto una versione che era stata piegata (letteralmente) ai nostri scopi.

IMG_20120512_135102_cut

Come è alimentata? Il cavo LAN che fa anche da PoE scorre lungo la facciata dell’edificio, perfettamente mimetizzata da una canalina dipinta dal nostro tutto-man gigi, in versione pittore oltre che scultore.

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HPCC / Interno

IMG_20120515_173919

Come tutti i router coinvolti finora a Catanzaro e a Cosenza, quello presente in HPCC a interfacciarsi con la Nanostation all’esterno è un TP-Link economicissimo (WR-741ND, disponibile a meno di 20€!) nel quale il firmware di default ha abdicato in favore di un ben più potente e ben più libero OpenWrt trunk cucinato dal nostro Spax. Tra le personalizzazioni da noi scelte tra i tantissimi pacchetti opzionali forniti dal progetto open source c’è ovviamente il demone OSLR, il mattone fondamentale dell’architettura routing di Ninux; il supporto per il protocollo IPv6 (lo sapete che il 6 Giugno è la giornata del lancio ufficiale su scala mondiale?); Tinc per collegarsi in VPN con le altre isole che compongo la rete Ninux nazionale; nodogsplash, una pagina d’introduzione a Ninux che si presenterà in futuro a chiunque si connetta ad uno degli AP liberi della rete.

IMG_20120515_174755

La rete in HPCC ha una gestione leggermente diversa dal resto della rete universitaria, ed è separata dalla WiUnical. Sistemare quest’anello mancante non si è però rivelato un problema: con una coppia di connettori Powerline abbiamo collegato il router nel nostro laboratorio con quest’altro sistemato accanto alla finestra dell’aula seminari dell’HPCC e che fa da AP per la WiUnical.
Questo AP in particolare ci sta facendo un pò dannare a causa della sua instabilità che ci costringe spesso a riavviarlo; ma sappiamo che è il prezzo da pagare alla nostra voglia di sperimentare che ci porta a compilare versioni ancora in sviluppo di OpenWRT. Quando arriverà il momento consolideremo il tutto adoperando build stabili e ufficiali su tutti i nostri dispositivi.

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Middle Point / Esterno

Come l’altra Nanostation M5, anche questa Ubiquiti è stata flashata con l’ultima versione di AirOS personalizzata da alcuni pacchetti selezionati (OLSRd, IPv6). A differenza di OpenWRT, AirOS è un firmware proprietario che viene però preferito per le sue performance nettamente superiori. Ad ogni modo l’azienda produttrice ha messo a disposizione un SDK che permette a programmatori terzi di aumentare il potenziale del prodotto compilando software libero già disponibile per altre piattaforme in modo da farlo girare nativamente sull’hardware.

Questo montante è stato invece "ingrassato" da gigi alla meno peggio: Just Works (TM).

Questo montante è stato invece “ingrassato”
da gigi alla meno peggio: Just Works (TM).

Per l’alimentazione (PoE) ci siamo allacciati ad una vecchia luce di servizio dimenticata da tutti e non più funzionante. Il cavo passa sotto ad una trave, bloccato da alcune fascette, in modo da resistere alle intemperie.

Dentro la plastica trasparente, la 220 e il Power-over-Ethernet.

Dentro la plastica trasparente, la 220 e il Power-over-Ethernet.

Ecco la visuale, perfettamente allineata, di cui gode quest’antenna verso la sua gemella in HPCC. Questa foto è la rappresentazione fisica del primo link operativo a Cosenza, come conferma la Ninux Map ufficiale.

IMG_20120515_133025_cut

Aula Zenith / Interno

Rappresentazione della rete attuale , by Spax.

Rappresentazione della rete attuale , by Spax.

Il tassello finale è rappresentato dai due device (sempre TP-Link) presenti nella nostra sede, “AP Zenith” e “Router Zenith” nella topologia logica accanto, e connessi tra di loro con l’interfaccia WAN. I Router sono comodamente alloggiati in una cassetta che contiene tutto il resto dei dispositivi che cablano l’aula. Il Router fa da client sulla WiUnical, mentre l’Access Point con SSID “HacklabCS” fornisce connettività (anche Internet) a tutta l’aula, rendendo possibile per la prima volta in 2 anni la presenza di una connessione libera nel luogo di riunione scelto dall’Hacklab Cosenza. Avremmo potuto usare un solo device, scegliendone uno o con doppia interfaccia radio o uno in grado di operare in dual mode mantenendo un buon livello di prestazioni. Abbiamo però scelto di sdoppiare i compiti per aumentare il numero di nostri dispositivi “di produzione” e quindi i terreni su cui sperimentare; inoltre questa soluzione è nettamente più economica, con un costo complessivo dei router di 35€!

Speriamo che questo sia solo il primo di una serie di AP che consentiranno accesso alla rete Ninux in tutta l’Unical…

What’s Next?

Abbiamo affiancato la sperimentazione pura e semplice ad un obbiettivo reale e concreto, ed abbiamo portato a termine entrambi con successo. E adesso? Quali sono i prossimi passi per Ninux Calabria?

  • Continuare a sperimentare. Ci sono tantissimi dispositivi in inventario che non aspettano altro di essere unboxati e di ricevere un po’ d’amore. Ce ne sono altrettanti che ancora non abbiamo mai avuto sotto mano ma che abbiamo identificato come intriganti e con cui non vediamo l’ora di esplorare nuovi settori della nostra base di conoscenze in perenne work-in-progress. A questo si aggiunge la sconfinata base software disponibile tra cui trovare i bit giusti per potenziare le performance, la stabilità e la sicurezza della rete.
  • Espandere la rete. I nostri primi segmenti funzionanti ci danno l’iniezione di fiducia di cui avevamo bisogno per cominciare a cercare altra gente volenterosa con la quale ampliare le nostre isole. Come si vede dalle foto il nostro link (entrambe le antenne) hanno una fantastica linea visiva verso la cittadina universitaria di Quattromiglia, dove speriamo di trovare terreno fertile per nuovi segmenti. La ricerca di nuovi nodi potenziali era già partita a Catanzaro e Reggio Calabria, ora anche Cosenza può cominciare.
  • Produrre documentazione. Dalla nostra prospettiva “from scratch”, cominciando da zero assoluto ci troviamo spesso a desiderare che le conoscenze da acquisire e di cui abbiamo bisogno siano tutte quante organizzate e facili da reperire. Spesso invece la situazione è opposta, con informazioni che non sono disponibili in forma omogenea ma piuttosto di frammenti sparsi che richiedono un gran lavoro di raccolta. Vogliamo documentare passo passo il nostro bagaglio che cresce, non solo a nostro beneficio, ma anche per i prossimi avventurieri che ci seguiranno e per chi Ninux lo fa da un bel po’ e non ha vita facile nell’illustrare ai neofiti le basi di questa rete comunitaria. Per questo abbiamo cominciato a lavorare per produrre documentazione, per esempio con le registrazioni video del 1° Workshop calabrese, e a ampliare in sinergia con Roma il wiki nazionale.
  • Dipanare i dubbi. Ovunque nel mondo, ma in maniera drammaticamente marcata in Italia, l’apparato normativo si è fatto lasciare particolarmente dietro dal progresso tecnologico, mantenendo in vigore norme pensate per un passato che adesso non esiste più e che lasciano nell’incertezza applicazioni di tecnologie moderne, come ad esempio Ninux. Ora che, per quanto piccola, la nostra Ninux Calabria si tocca con mano è ora di pensare al futuro: delineare e comprendere quale sia la situazione normativa attuale nella quale una rete posseduta da chiunque ne faccia parte si colloca, anticipare le problematiche e infine risolverle con tutti i mezzi a disposizione di un membro di una comunità partecipe e informato.
  • Dare sostanza alla rete. Ora che una piccola porzione dell’infrastruttura è in piedi, nell’attesa di espanderla vogliamo cominciare a farne uso: dal piccolo prurito (l’intera Wikipedia in modalità offline e autoaggiornante? Yeah, baby!) al grande progetto (ci pensate ad un server DNS interno a Ninux che risolva domini .ninux che chiunque può avere gratuitamente?), passando per file server, chiamate VoIP, streaming audio e video, un nuovo spazio didattico gestito interamente da studenti Unical dove scambiare materiale e appunti, messaggistica istantanea geo-based, e chissà che altro. Abbiamo appena cominciato a grattare la superficie dell’immaginazione. Con Internet, una volta che l’infrastruttura è stata accessibile a tutti è stata la forza propulsiva delle applicazioni pensate dai singoli a dare il valore sconfinato che le attribuiamo oggi. Con Ninux contiamo succeda lo stesso, con una rete che stavolta però appartiene a tutti.

Volete partecipare? Ci riuniamo tutti i Martedì dalle 19 all’aula Zenith (Cubo 13C) dell’Università della Calabria, e a Catanzaro presso lo *Lab ogni Sabato pomeriggio. Ninux Calabria si coordina a livello regionale sulla nostra Mailing List ufficiale. Iscrivetevi!

Antenna made-in-geegeek in HPCC

Dal diario di geegeek

15 luglio 2011

Ci siamo incontrati Io e Stefanauss e siamo andati insieme a Cosenza a comprare la prolunga sma per il router da mettere in hpcc. Poi ci siamo fermati a commenda a casa mia ed abbiamo fatto dei test con il cavo e con due antenne, una da 12 dB e l’ altra qualla di fabbrica da 5dB.
Paradossalmente abbiamo scoperto che l’antenna da 12 dB del cinesino fa alquanto cacare e non migliora di molto le prestazioni in quanto il segnale diventa più instabile. Alla fine si è fatto tardi per andare all’università a montare il tutto. Alla fine siamo rimasti che il giorno dopo con spax avremo ultimato l’installazione.

16 Luglio 2011

 

Appuntamento alle 12:50 alla REM di Quattromiglia dove abbiamo acquistato una
colla per il metallo ed un nastro di tela. Siamo poi andati all’università ad ultimare finalmente l’installazione in HPCC. Il giorno prima avevo preparato una busta con tutto l’occorrente, avevo previsto tutto, senonchè quando abbiamo ultimato l’installazione ci siamo resi conto che l’antenna era troppo vicina alla facciata del cubo per cui abbiamo deciso di allungarla. Nel cercare in giro mi sono reso conto che l’ unica e sopratutto migliore cosa da fare era usare un tubo di plastica nel quale mettere l’ antenna, guardandomi in giro ho trovato la paletta della polvere alla quale ho sottratto appunto il manico (manico che ho promesso di riportare). Il tempo di riadattare la staffetta di metallo che ho attaccato (da notare che è piccolissima) ed ora da lì esce un tubo di circa 50 cm ed il segnale è perfetto. Facendo dei semplici test abbiamo un ping di circa 2-3 ms alla distanza di 300 mt circa.

Fatto questo abbiamo avuto anche la fortuna di poter partecipare alla riunione con il gruppo server e da lì abbiamo già iniziato a parlare di come integrare la rete con i servizi. Sostanzialmente adesso dobbiamo aspettare e rimandare qualsiasi cosa a settembre come minimo e poi ne riparliamo insomma. Quindi invito tutti ad aspettare prima di fare il wiki così che lo faccaimo direttamente sul server che verrà all hacklab, che come abbiamo sempre detto è al centro dei nostri scopi. Cioè noi implementiamo una rete geografica estesa per poi far usufruire dei servizi dell’HacklabCS.

L'antenna di geegeek vista dall'interno dell'HPCC. Quello in basso è il TP-Link ad essa collegato.

L’antenna di geegeek vista dall’interno dell’HPCC.
Quello in basso è il TP-Link ad essa collegato.

Ci siamo infine fermati ancora un altro pò con Spax per programmare la fase finale del collegamento cercando di massimizzare le risorse a nostra disposizione ed allo stesso tempo fare un lavoro come si deve.
Per per martedì cercherò di metterci nelle condizioni di fare l’ultima installazione, in modo che da quel giorno in poi inizieremo il nuovo anno hack-ademico dando per scontato questi punti di accesso.

Volevo far comunque riflettere tutti su un punto e cioè su che tipo di segnale dobbiamo far arrivare alla zenith. Ecco dopo tante indecisioni io proporrei di mettere vicino alla zenith un semplice AP e non un router con olsr. Come mai? Beh il motivo scatenante è che vorrei che alla zenith arrivasse un essid dal nome ninux e per i motivi che voi sapete i router olsr non lo sono, poi da lì in modo palese sappiamo che dalla zenith faremo partire tutti i segnali wireless che vogliamo.
Inoltre vorrei far notare che per delle antenne omnidirezionali è difficile comunicare alla massima portata a 300 mt, per cui al 14 vorrei mettere o comunque sto suggerendo di mettere un antenna yagi, e quindi cercare di portare la linea al massimo delle sue capacità di carico, infatti credo che con questa accortezza potremmo veramente effettuare un collegamento ad altre prestazioni che quindi può essere usato come dorsale!!!

Ecco un riepilogo della struttura attuale dei collegamenti:

  • Router flashato con open-wrt+olsr a cui è collegata una prolunga sma con un antenna da 5 dB che sporge fuori dall edificio di circa 50 cm. Questo è il router che collegheremo alla lan contenente le nostre macchine.
  • 300 mt di distanza router con open-wrt+olsr a cui è collegata un antenna yagi da esterno che punta verso il primo router, a questo ruter è collegato in lan un AP che attraverso il POE si troverà ad una 15 di metri (forse 20, in pratica dall altra parte dell edificio) segnale che spara sulla zenith (con essid ninux-calbria).

Pareri critiche cazziate, sono ansioso di sentire la vostra!

Mesh in scatola

Come nel post precedente un pò d’ immagini su cui fantasticare, per anche mostrare quello che facciamo di volta in volta. In queste immagini la nostra installazione di test: nel box un LinkSys con Freifunk, in cima al 14b un altro. Stefanauss in ssh misura la banda effettiva!

Lasceremo questo segmento operativo per misurare sia la stabilità che la sicurezza del link.

Stefanauss misura in ssh la banda effettiva.

Stefanauss misura in ssh la banda effettiva.

Test sulla distanza

Io, Spax, Geegeek e Jmimmo abbiamo effettuato dei test sulla distanza: un router con OpenWRT  lasciato fuori dalla Zenith, un’antenna Yagi nascosta in uno scatolo della pizza (meglio non dare troppo nell’occhio…) e un portatile per farle pingare. Abbiamo passato il chilometro prima di sperimentare le prime perdite di pacchetti!

Arrivare fino al retro del cubo 14 dall’HPCC sembra fattibile.

Smile!

Gigismir (con la pizza), J e Spax.

Gigismir (con la pizza), J e Spax.