Mic87, da impossibile a -72dB

Il nodo Mic87: Ninux è li, in quella striscetta di cielo cosentino tra 2 palazzi.

Il nodo Mic87: Ninux è li, in quella striscetta di cielo cosentino tra 2 palazzi.

Il mio interesse su Ninux nasce leggendo una rivista di elettronica (sebbene non è che la filosofia della rete venisse descritta in modo chiaro…). Girovagando su YouTube però ho scoperto che un mio amico, Gigi, non solo faceva parte dell’HackLab di Cosenza ma era membro attivo all’interno del gruppo dedicato alla rete. Così mi sono fatto spiegare da lui in cosa consisteva Ninux e alla fine decisi che si, volevo farne parte anche io.

Per prima cosa ho contattato i ragazzi dell’HackLab di Cosenza (che sono uno dei gruppi che lavorano su Ninux a Cosenza, ma non sono i soli) e con loro ho constatato che riuscire a collegarmi con il supernodo centrale (all’epoca c’era solo Newspig) era impossibile perchè sembrava non avessi linea di vista da tutte le parti.

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msktrz: “come quando” un nodo diventa un supernodo

“Arriva il momento in cui un appassionato di tecnologia si rende conto che questa non è fatta solo di silicio e condensatori, ma anche di filosofia. In quel momento si prende coscienza che il vero bene comunitario lo si fa nel condividere i propri beni e servizi”

Gigismi alle prese con il primo test :-)

Gigismi alle prese con il primo test :-)

Quando Luigi Porto, also know as #musk, venne a conoscenza di Ninux ne fu folgorato quasi all’istante. In questa ritrova una simbiosi etica e culturale. Poi, col passare del tempo, conoscendo la community di appassionati, decide di buttarsi a capofitto in un progetto ben più complesso di un semplice collegamento wireless.

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600 mt… e l’infinito in mezzo

Ogni volta che Dario (BornAgain) torna a casa si cerca di organizzare un incontro davanti ad un caffè (che poi vira su pasticcini e similari) per pianificare i prossimi passi di Ninux a Reggio Calabria. Questa volta dovevamo pianificare un link da 50km per poter connettere 2 nuovi punti. Uno di questi è Astro64 (Giovanni) che abita a 600mt da casa mia….ma tra la mia antenna e la sua ci sono palazzi di svariate altezze … e lo stadio comunale…link impossibile.
Dopo varie ipotesi (e pasticcini) concludiamo l’incontro con un…..”e se ci proviamo lo stesso!??!??!?”. Appuntamento fissato nel pomeriggio tra nuvole minacciose e attrezzature non proprio omologate :)

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Ninux.org e PresidioCelico, in difesa del territorio calabrese

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L’isola cosentina della rete wireless comunitaria Ninux.org ha vissuto 2 mesi intensi, che l’hanno vista più che raddoppiare. Nella prossima settimana cercheremo di riassumervi tutti le nuove configurazioni, le idee dei nuovi membri della community, le prospettive eccitanti per il futuro. Ma adesso c’è qualcosa di più importante di cui vogliamo parlarvi,  qualcosa che arriva al cuore del concetto che crediamo essere alla base di una rete come Ninux, e che alimenta la nostra motivazione nello sviluppo di questa rete e di questo gruppo ben più di un innovativo protocollo di routing o di un link radio con un’attenuazione perfetta.

Lunedì i cittadini della presila cosentina si sono mossi per protestare contro le decisioni della regione Calabria in materia di rifiuti, preoccupati di pagare, in salute e in vivibilità del territorio, l’ennesima incuria nella gestione della cosa pubblica. La protesta è scattata nella notte di Lunedì, quando sempre più cittadini hanno cominciato, sfidando il freddo e la nebbia di questi giorni, ad occupare le via di accesso all’impianto di Celico. Tra questi il nostro fraticello, già nodo bello-che-attivo dell’isola NinuCS. Nel bel mezzo del nulla, quasi disconnessi da tutto nel momento in cui comunicare era più importante che mai, l’idea è stata questione di un attimo: perché non cortocircuitare una community per un’altra community?

IMG_20140220_162948È nato così, in meno di 30 ore, PresidioCelico. Un link radio di quasi 16km fino a Cerisano, il più lungo in Italia che non faccia parte dell’isola Ninux romana, che ha permesso al Presidio di dotarsi di una connettività stabile che ha reso più semplice aggiornarsi e aggiornare su quanto stava avvenendo con liveblogging e aggiornamenti sui social network, ma soprattutto un livestreaming dell’assemblea dei partecipanti, nella mattinata di Venerdì, con decine di collegamenti.

PresidioCelico, dopo 6 giorni e 5 notti di sit-in, non ha più resistito. Il suo lascito però, è importantissimo per Ninux Calabria. Innanzitutto è stata la conferma tangibile di ciò che abbiamo sempre professato: Ninux è una rete che mette al centro le persone. Sono le persone a possedere direttamente un pezzetto della rete, a gestirla e ad esserne parte attiva, invece che una minuscola e insignificante briciola alla periferia di Internet che se sparisse, non importerebbe niente a nessuno. L’importanza che ha essere produttori e non solo consumatori passivi di una rete la si vede proprio quando sono le necessità delle persone che devono essere ascoltate, specie dove collidono con logiche che ostacolano il cambiamento positivo e il benessere comune. Dove i provider Internet e i classici mass media non potevano o non volevano arrivare in supporto delle persone, Ninux c’era. La strada è quella giusta, PresidioCelico ci dice questo.

Infine PresidioCelico si lascia dietro un Nodo Nomade, con indirizzamento IP e apparati dedicati e pronti 24 ore su 24, che Ninux Calabria metterà a disposizione delle mobilitazioni cittadine come quella del Comitato Ambientale Presilano. Ma Ninux può arrivare solo fin dove ci sono cittadini pronti ad abbracciare questa rete libera e aperta. Prima di lasciarci con alcune foto della giornata dell’installazione, una dritta sui come passare i prossimi 10 minuti: leggi un po’ di Ninux sul wiki del progetto e se ti verrà voglia di entrare nella community e di amplificare l’innovazione tecnica e sociale di questa rete, faccelo sapere.

Sopralluogo a Catanzaro per triangolare col Panorama

Ieri sono andato a fare un sopralluogo per ninux Catanzaro, avendo messo un hostspot libero vicino casa mia ho fatto amicizia con dei ragazzi che stanno in un terrazzo situato in un punto perfetto per ninux Catanzaro di cui sotto uno schema geografico:

Schermata del 2012-10-10 07:21:10-link

Siccome questa era la seconda volta che li incontro, mi sono portato la fotocamera ed ho fatto qualche foto così che almeno ci resti la visuale di Catanzaro da quel punto.

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Ninux Calabria è nata!

– Si vabbhè, ma ‘ste latenze e ‘ste deviazioni standard non esistono, c’è qualcosa che non quadra.
– No ti spiego, qua c’è di mezzo la rete universitaria a rompere i coglioni, a Catanzaro i parametri saranno normali.
– Ma io sono a Catanzaro!

La discussione in Aula Zenith, sede dell’Hacklab Cosenza presso l’Università della Calabria, prosegue più animata di prima, ma Geegeek non sta già più ascoltando. Invece, sorride. Se avete conosciuto Gigi, saprete bene che il suo sorriso diventa la sua faccia, ed è quindi pressoché impossibile da ignorare a lungo. Dopo averlo notato con le valigie in mano in direzione tangente, non è stato difficile capire cosa gli fosse preso, sintonizzare i nostri pensieri e sorridere anche noi.

La naturalezza con cui è uscita quella frase, pretendere di trovarsi a Catanzaro nel bel mezzo della Facoltà di Economia dell’Unical, racchiude in un attimo solo il risultato di tutti i 13 mesi di lavoro del team di Ninux Calabria. 13 mesi di lavoro su ogni fronte, pieno zeppo di passi spesso troppo piccoli, intangibili ma comunque inevitabili e quindi frustranti. Nelle prime due settimane di Maggio però tutti questi pezzi hanno cominciato ad incastrarsi in un per noi entusiasmante effetto domino e ora siamo qui a raccontarvi che Ninux Calabria è nata.

Quando siamo partiti nell’Aprile del 2011 sapevamo di aver di fronte un immenso lavoro di test da fare e, soprattutto, di know-how da costruire; sapevamo che avremmo impiegato mesi per fare cose che a quelli di Ninux.org occorre mezza giornata per completare. Può essere dura lavorare con così tanto da fare e poche soddisfazioni nell’immediato, ma dalla nostra avevamo un “milestone” che ci siamo fin dall’inizio prefissi di raggiungere durante la costruzione della rete Ninux calabrese: collegare le due sedi dell’HackLab Cosenza presso l’Università della Calabria e quindi dotarlo di una propria rete autonoma. Entro Ottobre però, con i progressi fatti a Catanzaro, l’idea si è fatta ancora più grande: collegare in un rete libera le sedi dei due Hacklab calabresi di Catanzaro (lo *Lab) e Cosenza (la Zenith).

E 13 mesi dopo, ci siamo. Chiediamo scusa ai ragazzi del corso di giapponese dell’aula gemella se questo ping

il portatile di Stefanauss in Zenith pinga uno dei server nell'armadio *Lab.

il portatile di Stefanauss in Zenith pinga uno dei server nell’armadio *Lab.

è stato accolto da un nostro boato =)

Adesso segue un po’ di cronistoria di questo link e poi, in fondo, una carrellata dei nostri prossimi obbiettivi.

Il Link

Il progetto originale del link secondo l'artista che c'è in geegeek.

Il progetto originale del link secondo l’artista che c’è in geegeek.

Zenith-HPCC, ~250m

Zenith-HPCC, ~250m

Quello che ci ha fatto dannare per mesi non è tanto la distanza, piuttosto ridotta, ma l’assenza di una visuale aperta tra i due punti: il nostro laboratorio si trova sul retro dell’edificio che ospita il Centro di Calcolo ad Alte Prestazioni (punto rosso), mentre il luogo dove ci riuniamo è l’Aula Zenith (punto verde), ed entrambi sono accessibili dal ponte carrabile dell’Unical.

Visuale dal middle point. L'ultimo lampione in fondo è l'HPCC.

Visuale dal middle point.
L’ultimo lampione in fondo è l’HPCC.

Dopo i primi sopralluoghi, abbiamo identificato come middle point il retro di un cubo nelle immediate vicinanze della Zenith e che ha visuale sgombra verso l’HPCC: il punto ideale per triangolare e ultimare il link.

Mentre arrivava il primo ordine di materiale e cominciavano le sperimentazioni software su firmware e protocolli coordinate da Spax, e le prime misurazioni ci rassicuravano, per il link tutto si è quindi trasformato in una sfida logistica: Come piazzare le antenne in modo sicuro? Come arrivare al tetto del middle point e garantirci quindi la visuale sulla Zenith?
Per 8 mesi (inclusa tutta l’Estate) un router flashato con OLSR è rimasto indisturbato e intatto in cima al middle point, a rispondere almeno parzialmente alla prima di queste domande. In HPCC si è rivelato tutto un po’ più complicato: siamo riusciti ad ultimare due installazioni di test differenti, una a Maggio 2011 e una a Luglio 2011, che però si sono rivelate inadeguate in quanto a sicurezza. Ad ogni modo la soluzione finale e attuale non è dissimile da quelle precedenti, solo più raffinata. La strada HPCC-Middle Point era tracciata.

Eravamo però in piena frustrazione per l’ultimo, piccolo tratto. L’idea era facile a dirsi: una 50ina di metri di cavo Ethernet calati su per il tetto, fatti scorrere verso la parte frontale dell’edificio protetti da una canalina, e collegati ad un Access Point alimentato in power-over-Ethernet. Praticamente impossibile da realizzare invece: senza autorizzazione e senza attrezzatura adeguata non siamo neanche arrivati ad un vero e proprio sopralluogo del tetto. La naturale conseguenza è stata un po’ di demotivazione e lo spostamento del nostro focus da Cosenza a Catanzaro, dove invece tutto procedeva a latenze bassissime e visuali sterminate. Ci eravamo rassegnati ad un approccio alla lontana, puntando a trasformare qualche nodo (molto) potenziale della vicina cittadina universitaria, Quattromiglia, in un nodo operativo e da lì triangolare con la Zenith, ma il tutto è rimasto fumoso nei dettagli. Fino a che, questo mese di Aprile, è arrivata

La svolta

Una foto artistica del Centro di Calcolo ad Altre Prestazioni dell'UniCal, by Vin-San.

Una foto artistica del Centro di Calcolo
ad Altre Prestazioni dell’UniCal, by Vin-San.

Sotto forma di una coppia di scoperte che richiamano valori tipici della mentalità hacker: l’esplorare ogni angolo di un problema e trovarne soluzioni la cui bellezza è insita nella loro non-ovvietà.

Innanzitutto, geegeek ha trovato il modo di montare in tutta sicurezza l’antenna lato HPCC sfruttando il supporto di una telecamera di sorveglianza: alta abbastanza da essere inaccessibile ad eventuali vandali pur rimandendo di facile accesso per le persone all’interno del Centro.

Stimolati da un problema del tutto separato dal progetto Ninux Calabria che concerneva il nostro bisogno di NATtare la WiUnical per consentire la connessione ad internet anche ai corsisti networking dell’Hacklab che non erano universitari, abbiamo indagato più a fondo la struttura delle rete universitaria che è stata rinnovata a Gennario 2012, e che ora prevede AP non protetti e accesso sicuro garantito da un tunnel VPN. Petruzzo e Vin-San si sono accorti che qualsiasi configurazione IP statica assegnata ai propri terminali, collegati ad un qualunque Access Point aperto tra quelli sparsi per l’università ma non loggati in VPN, consentiva loro di comunicare host-to-host con successo. Ad esempio, Il protocollo Bonjour, installato di default sulle maggiori distro Linux, consentiva ad esempio la chat out-of-the-box! A quanto pare, la WiUnical è una gigantesca LAN in cui tutti gli Access Point sono interconnessi tra di loro da una serie di switch. Il 2+2 è stato immediato: non avevamo più bisogno di collegare fisicamente il tratto che ci mancava, ma la Zenith e l’HPCC potevano essere uniti cavalcando l’autostrada sgombra della rete universitaria!

HPCC / Esterno

Eccola la nostra prima Ubiquiti Nanostation M5 nell’ufficio che geegeek le ha preparato con amore. Il montante è uno di quelli scelti col nostro secondo ordine di materiale: si è rivelato un pò troppo attillato al primo tentativo, ma dopo qualche settimana gigi ha riportato sul luogo del delitto una versione che era stata piegata (letteralmente) ai nostri scopi.

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Come è alimentata? Il cavo LAN che fa anche da PoE scorre lungo la facciata dell’edificio, perfettamente mimetizzata da una canalina dipinta dal nostro tutto-man gigi, in versione pittore oltre che scultore.

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HPCC / Interno

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Come tutti i router coinvolti finora a Catanzaro e a Cosenza, quello presente in HPCC a interfacciarsi con la Nanostation all’esterno è un TP-Link economicissimo (WR-741ND, disponibile a meno di 20€!) nel quale il firmware di default ha abdicato in favore di un ben più potente e ben più libero OpenWrt trunk cucinato dal nostro Spax. Tra le personalizzazioni da noi scelte tra i tantissimi pacchetti opzionali forniti dal progetto open source c’è ovviamente il demone OSLR, il mattone fondamentale dell’architettura routing di Ninux; il supporto per il protocollo IPv6 (lo sapete che il 6 Giugno è la giornata del lancio ufficiale su scala mondiale?); Tinc per collegarsi in VPN con le altre isole che compongo la rete Ninux nazionale; nodogsplash, una pagina d’introduzione a Ninux che si presenterà in futuro a chiunque si connetta ad uno degli AP liberi della rete.

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La rete in HPCC ha una gestione leggermente diversa dal resto della rete universitaria, ed è separata dalla WiUnical. Sistemare quest’anello mancante non si è però rivelato un problema: con una coppia di connettori Powerline abbiamo collegato il router nel nostro laboratorio con quest’altro sistemato accanto alla finestra dell’aula seminari dell’HPCC e che fa da AP per la WiUnical.
Questo AP in particolare ci sta facendo un pò dannare a causa della sua instabilità che ci costringe spesso a riavviarlo; ma sappiamo che è il prezzo da pagare alla nostra voglia di sperimentare che ci porta a compilare versioni ancora in sviluppo di OpenWRT. Quando arriverà il momento consolideremo il tutto adoperando build stabili e ufficiali su tutti i nostri dispositivi.

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Middle Point / Esterno

Come l’altra Nanostation M5, anche questa Ubiquiti è stata flashata con l’ultima versione di AirOS personalizzata da alcuni pacchetti selezionati (OLSRd, IPv6). A differenza di OpenWRT, AirOS è un firmware proprietario che viene però preferito per le sue performance nettamente superiori. Ad ogni modo l’azienda produttrice ha messo a disposizione un SDK che permette a programmatori terzi di aumentare il potenziale del prodotto compilando software libero già disponibile per altre piattaforme in modo da farlo girare nativamente sull’hardware.

Questo montante è stato invece "ingrassato" da gigi alla meno peggio: Just Works (TM).

Questo montante è stato invece “ingrassato”
da gigi alla meno peggio: Just Works (TM).

Per l’alimentazione (PoE) ci siamo allacciati ad una vecchia luce di servizio dimenticata da tutti e non più funzionante. Il cavo passa sotto ad una trave, bloccato da alcune fascette, in modo da resistere alle intemperie.

Dentro la plastica trasparente, la 220 e il Power-over-Ethernet.

Dentro la plastica trasparente, la 220 e il Power-over-Ethernet.

Ecco la visuale, perfettamente allineata, di cui gode quest’antenna verso la sua gemella in HPCC. Questa foto è la rappresentazione fisica del primo link operativo a Cosenza, come conferma la Ninux Map ufficiale.

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Aula Zenith / Interno

Rappresentazione della rete attuale , by Spax.

Rappresentazione della rete attuale , by Spax.

Il tassello finale è rappresentato dai due device (sempre TP-Link) presenti nella nostra sede, “AP Zenith” e “Router Zenith” nella topologia logica accanto, e connessi tra di loro con l’interfaccia WAN. I Router sono comodamente alloggiati in una cassetta che contiene tutto il resto dei dispositivi che cablano l’aula. Il Router fa da client sulla WiUnical, mentre l’Access Point con SSID “HacklabCS” fornisce connettività (anche Internet) a tutta l’aula, rendendo possibile per la prima volta in 2 anni la presenza di una connessione libera nel luogo di riunione scelto dall’Hacklab Cosenza. Avremmo potuto usare un solo device, scegliendone uno o con doppia interfaccia radio o uno in grado di operare in dual mode mantenendo un buon livello di prestazioni. Abbiamo però scelto di sdoppiare i compiti per aumentare il numero di nostri dispositivi “di produzione” e quindi i terreni su cui sperimentare; inoltre questa soluzione è nettamente più economica, con un costo complessivo dei router di 35€!

Speriamo che questo sia solo il primo di una serie di AP che consentiranno accesso alla rete Ninux in tutta l’Unical…

What’s Next?

Abbiamo affiancato la sperimentazione pura e semplice ad un obbiettivo reale e concreto, ed abbiamo portato a termine entrambi con successo. E adesso? Quali sono i prossimi passi per Ninux Calabria?

  • Continuare a sperimentare. Ci sono tantissimi dispositivi in inventario che non aspettano altro di essere unboxati e di ricevere un po’ d’amore. Ce ne sono altrettanti che ancora non abbiamo mai avuto sotto mano ma che abbiamo identificato come intriganti e con cui non vediamo l’ora di esplorare nuovi settori della nostra base di conoscenze in perenne work-in-progress. A questo si aggiunge la sconfinata base software disponibile tra cui trovare i bit giusti per potenziare le performance, la stabilità e la sicurezza della rete.
  • Espandere la rete. I nostri primi segmenti funzionanti ci danno l’iniezione di fiducia di cui avevamo bisogno per cominciare a cercare altra gente volenterosa con la quale ampliare le nostre isole. Come si vede dalle foto il nostro link (entrambe le antenne) hanno una fantastica linea visiva verso la cittadina universitaria di Quattromiglia, dove speriamo di trovare terreno fertile per nuovi segmenti. La ricerca di nuovi nodi potenziali era già partita a Catanzaro e Reggio Calabria, ora anche Cosenza può cominciare.
  • Produrre documentazione. Dalla nostra prospettiva “from scratch”, cominciando da zero assoluto ci troviamo spesso a desiderare che le conoscenze da acquisire e di cui abbiamo bisogno siano tutte quante organizzate e facili da reperire. Spesso invece la situazione è opposta, con informazioni che non sono disponibili in forma omogenea ma piuttosto di frammenti sparsi che richiedono un gran lavoro di raccolta. Vogliamo documentare passo passo il nostro bagaglio che cresce, non solo a nostro beneficio, ma anche per i prossimi avventurieri che ci seguiranno e per chi Ninux lo fa da un bel po’ e non ha vita facile nell’illustrare ai neofiti le basi di questa rete comunitaria. Per questo abbiamo cominciato a lavorare per produrre documentazione, per esempio con le registrazioni video del 1° Workshop calabrese, e a ampliare in sinergia con Roma il wiki nazionale.
  • Dipanare i dubbi. Ovunque nel mondo, ma in maniera drammaticamente marcata in Italia, l’apparato normativo si è fatto lasciare particolarmente dietro dal progresso tecnologico, mantenendo in vigore norme pensate per un passato che adesso non esiste più e che lasciano nell’incertezza applicazioni di tecnologie moderne, come ad esempio Ninux. Ora che, per quanto piccola, la nostra Ninux Calabria si tocca con mano è ora di pensare al futuro: delineare e comprendere quale sia la situazione normativa attuale nella quale una rete posseduta da chiunque ne faccia parte si colloca, anticipare le problematiche e infine risolverle con tutti i mezzi a disposizione di un membro di una comunità partecipe e informato.
  • Dare sostanza alla rete. Ora che una piccola porzione dell’infrastruttura è in piedi, nell’attesa di espanderla vogliamo cominciare a farne uso: dal piccolo prurito (l’intera Wikipedia in modalità offline e autoaggiornante? Yeah, baby!) al grande progetto (ci pensate ad un server DNS interno a Ninux che risolva domini .ninux che chiunque può avere gratuitamente?), passando per file server, chiamate VoIP, streaming audio e video, un nuovo spazio didattico gestito interamente da studenti Unical dove scambiare materiale e appunti, messaggistica istantanea geo-based, e chissà che altro. Abbiamo appena cominciato a grattare la superficie dell’immaginazione. Con Internet, una volta che l’infrastruttura è stata accessibile a tutti è stata la forza propulsiva delle applicazioni pensate dai singoli a dare il valore sconfinato che le attribuiamo oggi. Con Ninux contiamo succeda lo stesso, con una rete che stavolta però appartiene a tutti.

Volete partecipare? Ci riuniamo tutti i Martedì dalle 19 all’aula Zenith (Cubo 13C) dell’Università della Calabria, e a Catanzaro presso lo *Lab ogni Sabato pomeriggio. Ninux Calabria si coordina a livello regionale sulla nostra Mailing List ufficiale. Iscrivetevi!

Quanti soggettoni ci vogliono per fare un buco di 40 cm?

L’importanza del postare giorno dopo giorno

Salve a tutti hackari e non,

Sto seguendo il consiglio di Fish che mi ha detto di scrivere tutto sempre sul blog, anche se mi sembra poco.

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Oggi a Catanzaro anche se senza antenne abbiamo iniziato a fare la cablatura dei due luoghi interessati al collegamento. Abbiamo iniziato con Alessio dal Panorama (vedi articolo precedente) anche se di questo particolare cablaggio non ho informazioni precise, nel senso che non ho fatto foto, comunque dovremo sicuramente tornare quando ci sarà da montare l’antenna e le vedrete. Poi sono andato allo *lab ma non prima di passare a prendere Joe e di nuovo con Alessio abbiamo praticato il foro che collegherà la nostra postazione server con l’esterno e quindi la nostra antenna. Per cui arriviamo alla domanda iniziale di questo  articolo. La risposta è: 3, se non hai una scala ma usi 4 case se alzarti in alto e sopratutto devi fare un foro di “40 cm”. Riuscite a capire cosa fa ogni persona??

Una volta completato abbiamo fatto un salto al brico ed abbiamo acquistato tutto il necessario per realizzare un cablatura di qualità (come Fish insegna). Quindi Ho stuccato entrambi i lati del foro con abbondantissimo stucco. Poi ho preso le misure di un tubo e l’ho usato come canalina. Ho Ancora aggiustato con stucco, e da entrambi i lati ho sigillato alla perfezione.

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Come potete vedere da quest’altra foto all’interno del muro si vede solo un semplice foro. Aspettiamo comunque domani per completare il tutto così potrò farvi vedere come  mi sono regolato con la cassetta ed il box. Con tante bellissime foto.

Vi consiglio inoltre di aggiornarvi tramite G+ aggiungendo l’ utente ninuxcalabria :-)

Per il resto ho appena concluso con successo le mie compilazioni su openwrt. Ho preparato un router con tinc e olsr per il router tl-wr741nd entro i 4MB di memoria. Purtroppo però mi sono scordato ipv6, quindi mi tocca rifare tutto.

Domani completiamo quindi il cablaggio allo starlab e già che ci sono probabilemnte flasho uno dei due router dello *lab con uno di questi firmware openwrt pronti all’ uso :-)

Buona serata a domani

Aspettando le antenne, cabliamo a Catanzaro

Ciao a tutti scrivo per condividere i prossimi passi che faremo:

In teoria, abbiamo mosso tutte le nostre pedine. Però per adesso attendiamo le antenne. Io comunque non voglio tenermi fermo. Quindi ho deciso con Alessio (che per chi non sapesse è l’altra persona a CZ con cui fare il link) che andiamo da lui e poi allo *lab per preparare i cavi , e quindi eventuali buchi e pali. Penso che questo basta per fare in modo che quando il giorno arriverà le antenne le dovremmo solo configurare e piazzare.

Da come avete visto Alessio si trova (al panorama, vedi foto) in un punto perfetto per mettere una rocket, quindi per lui abbiamo previsto questo tipo particolare di antenna.
Mentre allo *Lab visti i risultati del test fatti con le M5 abbiamo deciso di mettere una AirGrid. Che tra l’ altro abbiamo già.

Diciamo che visto quello che abbiamo i prossimi passi saranno questi:

Sabato/domenica. Io ed Alessio cabliamo i due luoghi destinati ad ospitare i nodi. Ho qualche soldo da parte, quindi posso anticipare le spese. Poi provvediamo a fare lo stesso allo *lab, solo che lì impiegheremo più tempo perché c’è da trapanare un muro esterno. Quindi valutiamo se ci servono stafferie varie ed eventualmente le andiamo a comprare al “fai da te”.

Se entro domenica riusciamo a completare questo step, la settimana prossima configuro la AirGrid come station ed entro fine settimana la montiamo.

A questo punto vediamo la situazione ordine vediamo in che stato è e quindi procediamo con la conclusione del nodo.

Poi tutto il resto è noia :-)

Catanzaro – Panorama di notte

Vedi foto. Qua vorremmo mettere una Rocket. Foto di notte.