[Rassegna Stampa] “Arriva Ninux”, L’ora della Calabria del 7 Dicembre

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arriva Ninux

REGGIO, DENTRO LA CITTA’

Arriva Ninux, una community wireless che vuole la rete libera

di Luca Assumma

Anche a Reggio si sta lavorando per il radicamento di “Ninux”.Ma che cosa si cela dietro questo nome e dietro una Calabria stilizzata in un peperoncino simboleggiante un’antenna?

“Ninux” è una “community wireless” di persone che portano avanti un progetto alternativo di rete aperta, libera e decentralizzata, all’interno della quale, sperimentando nuove tecnologie e connessioni fra persone, si possono compiere operazioni come il comunicare o il mettere in comune e scambiare file, foto e video.

A spiegare a L’Ora della Calabria questo progetto, che non vuole sostituire internet ma costruire un’infrastruttura di rete che diventi parte integrante della stessa, e che si basa su uno spirito di libertà che si materializza nella comunità di “Ninux”, nella partecipazione dei suoi componenti e nella diffusione degli strumenti di comunicazione, conoscenza, informazione e svago, è Dario Stelitano.Ed è lo stesso a svelare come si stia lavorando per diffondere Ninux in riva allo Stretto. «Bisogna pensare a “Ninux” come un’internet parallela, una replica di quella degli albori senza la centralizzazione degli operatori. È una rete autonoma, comunitaria, slegata dagli operatori commerciali. Essa si crea collegando un “vicino di comunità” ad un altro attraverso un’antennina e router» afferma Stelitano. «Siamo per la riappropriazione di un’infrastruttura che ai tempi della Sip era un bene pubblico e che adesso è privatizzata. Questa la vogliamo pubblica come le strade. Con “Ninux” è come se tanti singoli costruissero un pezzo di “strada” e su questa viaggiassero senza dover pagare “pedaggio”. Siamo contrari a mettere la chiave al segnale wireless, sarebbe una “sbarra” su una strada che vogliamo libera per tutti. Per proteggere la privacy dei nostri contenuti usiamo una semplice crittografia, quella, ad esempio, dei pagamenti online. “Ninux” ha costi minimi per creare un cosiddetto “nodo”, ossia un punto di ricezione, e ciò è possibile perché ognuno deve gestire solo il suo pezzetto.

Insomma, per noi la rete è un bene comune, come l’acqua, e la libertà di comunicare senza strumentalizzazioni politiche e commerciali, della quale vogliamo riappropriarci, è fondamentale» chiarisce. «Altro aspetto importante è che la rete è paritaria. Tanti dati possono entrare, tanti possono uscire, e questo significa hanno lo stesso valore, al contrario di come avviene con le adsl commerciali. Si è una comunità e ci si aiuta. A contare è la rete di persone che autoproduce contenuti e si autogestisce» ha aggiunto.«Con “Ninux” si connettono persone, viaggiano informazioni, ci si diverte, si fa ricerca in ambito di networking.

In Italia ci sono 250 “nodi” in fortissima espansione, in altri stati se ne sono raggiunti anche 20mila – conclude Stelitano – A Reggio “Ninux” è partito da un anno e mezzo, cerchiamo di coinvolgere altre persone, anche di Messina, pure non “tecniche”. Abbiamo già creato un centralino telefonico “Voip” e un “Server Nas”. Qui il nostro progetto è importante anche per combattere il “digital divide” e per comunicare in caso di un sisma che potrebbe mettere “ko” i canali tradizionali».

Per info www.ninux.org, www.calabria.ninux.org e contatti@ninux.org

[Rassegna Stampa] “Ninux, un altro web”, Corriere della Calabria del 10 Ottobre

Cliccando sulle immagini potrete leggere direttamente la scansione dell’articolo e visualizzare le fotografie incluse, tra cui una del nostro BornAgain che ha condotto gran parte dell’intervista, mentre in basso trovate la trascrizione completa del pezzo per la comoda lettura via web. In alternativa potete scaricare il PDF. Buona lettura!

ninux-corriere-calabria-pag1 ninux-corriere-calabria-pag2COMUNITÀ VIRTUALI

Ninux, un altro web

È una rete wireless in cui i partecipanti comunicano e scambiano contenuti. È alternativa a internet. I suoi “nodi” adesso spuntano anche in Calabria

di Alessia Candito

In barba alle statistiche che relegano la Calabria in fondo alle classifiche di alfabetizzazione informatica e sul podio del digital divide italiano, ci sono anche (pochi) calabresi fra i pionieri della rete alternativa a internet che, nodo dopo nodo, sta colorando la penisola. Si chiama Ninux e tecnicamente si tratta di una meshnet, una wireless privata, i cui partecipanti possono comunicare tra loro, scambiare file, mettere in comune contenuti, risorse o servizi, far viaggiare video, foto, informazioni in modo del tutto indipendente da quella che è comunemente conosciuta come Rete. Per entrarci e diventare quello che in gergo si definisce “nodo” bastano un’antenna radio, un normale router e le conoscenza tecniche necessarie per collegarsi alla cosiddetta “isola”, l’insieme dei nodi presenti nel proprio territorio. Anzi, spiega Dario Stelitano, reggino, dottorando In Fisica all’Università di Potenza e fra i pionieri della rete alternativa calabrese, le conoscenze tecniche non sono neanche strettamente necessarie perché «Ninux è prima di tutto una comunità, un insieme di persone che – ognuna con le proprie competenze, ognuna con le proprie capacità — hanno deciso di unirsi per costruire un’infrastruttura su cui far viaggiare liberamente delle informazioni, al di fuori delle strade note». E proprio le strade sono l’esempio più calzante per spiegare la filosofia di questa nuova “rete delle reti” che piano piano sta conquistando l’Italia. «È come se ogni partecipante alla rete, quindi ogni nodo costruisse il suo pezzetto di strada che si collega alle altre che i suoi vicini stanno realizzando, ma nessuno ci mette un cancello o un pedaggio. Alla fine tutti quelli che partecipano alla costruzione della strada possono viaggiarci liberamente: questo è Ninux. Ogni partecipante, ogni nodo, contribuisce alla costruzione di una infrastruttura di rete che permette a tutti di comunicare con tutti, gratuitamente». Ma soprattutto, a differenza di quanto succede con un provider commerciale — i vari operatori telefonici che offrono l’accesso alla rete – si possono caricare e scaricare contenuti alla stessa velocità. «È una basilare questione di democrazia – sottolinea Stelitano – in Ninux i contenuti con cui io arricchisco la rete hanno lo stesso valore di quelli a cui io posso accedere. Su Internet no. L’apporto che come utente potrò dare sarà sempre inferiore a quello — ormai in larga parte commerciale e a pagamento – che viaggia in rete. Con Ninux, la rete è neutrale, non appannaggio dei provider».

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