OLSR tramite antenna WiFI Interno di router LEDE/OpenWRT

Per estendere una rete mesh non sempre è necessario installare antenne esterne o affidarsi a link lunghi.

Un modo che può risultare comodo, soprattutto in zone densamente popolate, è quello di sfruttare il WiFi interno dei router con LEDE o Openwrt, sia a 2,4GHz che a 5GHz, per estendere localmente la rete mesh senza necessariamente aggiungere apparati o avere accesso al tetto, sfruttando magari la rete creata per veicolare il traffico fino ad arrivare al condòmino o al dirimpettaio che l’accesso al tetto ce l’ha e può collegarsi con gli altri nodi più distanti.

In questa semplice guida vedremo come settare l’interfaccia Wireless del router (in questo caso a 5GHz) in modo che possa veicolare il traffico OLSR diventando client di un Access Point che può essere sia un’antenna esterna, di cui riceviamo il segnale, e sia il segnale di un altro router nelle vicinanze il cui WiFi è stato configurato allo stesso modo ma in modalita Access Point.

Andare nella sezione Network => Wireless e cercare la rete a cui associarsi.

Lede_wifi

Selezionare la rete a cui associarsi e cliccare su Join Network scan_wifi

Apparirà la schermata in cui impostare i parametri dell’interfaccia Wireless in cui si dovrà creare una nuova interfaccia associandola alla zona di Firewall di NINUX

interfaccia_ninux

Una volta creata l’interfaccia si entrerà in Edit

interfaccia_olsr

A questo punto si selezionerà Static Address cliccando poi su Switch Protocol, inserendo quindi l’indirizzo dell’antenna prenotato sulla pagina Gestione Indirizzi o su IPAM con relativa Subnet Config_interfaccia_olsrUna volta applicate le modifiche l’intefraccia creata andrà selezionata nella sezione Services => Olsr Ipv4

 

HNA_olsr

 

Mapserver, un pò di pulizia per ricominciare

Facciamola breve ed in parole povere: Il map server di Ninux rischia di essere inutilizzabile e non ricalca la situazione reale di questa rete.

Centinaia di nodi potenziali che, non più contattati da anni, non si sono mai avvicinati al progetto, forse non si ricordano di avere un segnaposto su quella mappa e rendono impossibile una pianificazione reale.

In passato si sono mandate email dicendo “se ci dici che non sei più interessato ti lasciamo il segnaposto sul map server”. Questo approccio non ha funzionato

Questa volta su Reggio Calabria e provincia abbiamo cambiato. “Se entro tot giorni mandi un segno di vita rimani altrimenti il nodo viene cancellato”.

Risultato? oltre 50 nodi potenziali morti disattivati, un paio di potenziali, che non si erano mai fatti sentire prima,rimasti.

Riprendiamo le attività da chi veramente interessato. Tra un anno si replicherà ed invitiamo tutte le isole a fare altrettanto

Schermata del 2017-06-25 19-34-13

Logo Ninux Calabria

Ciao a tutti,

Logo Ninux CalabriaDopo averci lavorato un bel pò ed avere imparato tante cose nuove sulla grafica vettoriale realizzata con Software Libero (Gimp, Inkscape) e sopratutto dopo essermi confrontato diverse di volte con la mia community Calabrese e con un mio amico grafico ( che ringrazio), sono o meglio dovrei dire, “Siamo arrivati alla grafica definitiva” dei loghi per Ninux Calabria. L’ idea fondamentale è stata quella di seguire le grafiche Nazionali di Ninux.org e da qui anche i colori base, ma con un accento verso quella che è la nostra caratterizzazione territoriale.

In particolare ci terrei a dire che c’è anche molto del mio lavoro sopra questi loghi in quanto ho affrontato tutta una serie di approfondimenti in Ninux Marchio Calabriasolitudine (non sono un grafico) , ma il mio tempo e la mia disponibilità sono solo un regalo (in puro stile collaborativo) che faccio a tutti voi di questa meravigliosa Community Calabrese, della quale (per caso fortuito)  ho avuto l’occasione di dare il calcio d’inizio.

Ecco le grafiche, le quali presto verranno caricate anche sul GitHub nazionale ninux.org al quale vi invito a supportare con una stella su questo link 😀 .

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4 anni di Ninux Calabria

Pensando a Ninux e a tutto quello che abbiamo realizzato finora quasi mi viene da pensare che sia stato difficile ma poi ripensandoci meglio non è vero, abbiamo distribuito l’impegno in un largo lasso temporale, in tantissimi piccoli semplici passi, sopratutto abbiamo costruito una comunità, un gruppo operativo ben intenzionato.

saluti ninux

Questo sono io : Saluti Ninux.

Tutto è iniziato a Roma il 4 Luglio 2010 alla fine dell’ hackIt  0x10 [1] , quando dopo avere provato per la prima volta nella mia vita un esperienza di per se bella [2], incontro l’ ultimo giorno per caso i SOGGETTI che avevano portato la connessione in quel contesto. Ricordo come se fosse oggi quei volti inediti di : Nino, ZioProto, Hispanico, Fish, LuX , i quali mi spiegavano a me per la mia prima volta questa cosa che si chiamava “Ninux”.

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Debrick NanostationM5 con Arduino (2)

Il (2) presente nel titolo e’ solo per distinguerlo da un altro articolo scritto da un altro utente che si e’ trovato (prima di me) in una situazione simile…e ha risolto nello stesso modo

Avevo una Nanostation funzionante tra le mani…con un piccolo problema alla LAN1 che per problemi elettronici risultava inutilizzabile. Ma tanto c’e’ la LAN2…per un nodo foglia e’ perfetta!
La provo, la testo…faccio scansioni con AirOS…la considero funzionante al 100%. Passiamo all’installazione di OpenWrt.
Seguo passo passo la procedura ormai super testata e al completamento mi compare un fiducioso DONE!

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[Rassegna Stampa] “Arriva Ninux”, L’ora della Calabria del 7 Dicembre

Cliccando sull’immagine potrete leggere direttamente la scansione dell’articolo, mentre in basso trovate la trascrizione completa del pezzo per la comoda lettura via web.  Buona lettura!

arriva Ninux

REGGIO, DENTRO LA CITTA’

Arriva Ninux, una community wireless che vuole la rete libera

di Luca Assumma

Anche a Reggio si sta lavorando per il radicamento di “Ninux”.Ma che cosa si cela dietro questo nome e dietro una Calabria stilizzata in un peperoncino simboleggiante un’antenna?

“Ninux” è una “community wireless” di persone che portano avanti un progetto alternativo di rete aperta, libera e decentralizzata, all’interno della quale, sperimentando nuove tecnologie e connessioni fra persone, si possono compiere operazioni come il comunicare o il mettere in comune e scambiare file, foto e video.

A spiegare a L’Ora della Calabria questo progetto, che non vuole sostituire internet ma costruire un’infrastruttura di rete che diventi parte integrante della stessa, e che si basa su uno spirito di libertà che si materializza nella comunità di “Ninux”, nella partecipazione dei suoi componenti e nella diffusione degli strumenti di comunicazione, conoscenza, informazione e svago, è Dario Stelitano.Ed è lo stesso a svelare come si stia lavorando per diffondere Ninux in riva allo Stretto. «Bisogna pensare a “Ninux” come un’internet parallela, una replica di quella degli albori senza la centralizzazione degli operatori. È una rete autonoma, comunitaria, slegata dagli operatori commerciali. Essa si crea collegando un “vicino di comunità” ad un altro attraverso un’antennina e router» afferma Stelitano. «Siamo per la riappropriazione di un’infrastruttura che ai tempi della Sip era un bene pubblico e che adesso è privatizzata. Questa la vogliamo pubblica come le strade. Con “Ninux” è come se tanti singoli costruissero un pezzo di “strada” e su questa viaggiassero senza dover pagare “pedaggio”. Siamo contrari a mettere la chiave al segnale wireless, sarebbe una “sbarra” su una strada che vogliamo libera per tutti. Per proteggere la privacy dei nostri contenuti usiamo una semplice crittografia, quella, ad esempio, dei pagamenti online. “Ninux” ha costi minimi per creare un cosiddetto “nodo”, ossia un punto di ricezione, e ciò è possibile perché ognuno deve gestire solo il suo pezzetto.

Insomma, per noi la rete è un bene comune, come l’acqua, e la libertà di comunicare senza strumentalizzazioni politiche e commerciali, della quale vogliamo riappropriarci, è fondamentale» chiarisce. «Altro aspetto importante è che la rete è paritaria. Tanti dati possono entrare, tanti possono uscire, e questo significa hanno lo stesso valore, al contrario di come avviene con le adsl commerciali. Si è una comunità e ci si aiuta. A contare è la rete di persone che autoproduce contenuti e si autogestisce» ha aggiunto.«Con “Ninux” si connettono persone, viaggiano informazioni, ci si diverte, si fa ricerca in ambito di networking.

In Italia ci sono 250 “nodi” in fortissima espansione, in altri stati se ne sono raggiunti anche 20mila – conclude Stelitano – A Reggio “Ninux” è partito da un anno e mezzo, cerchiamo di coinvolgere altre persone, anche di Messina, pure non “tecniche”. Abbiamo già creato un centralino telefonico “Voip” e un “Server Nas”. Qui il nostro progetto è importante anche per combattere il “digital divide” e per comunicare in caso di un sisma che potrebbe mettere “ko” i canali tradizionali».

Per info www.ninux.org, www.calabria.ninux.org e contatti@ninux.org

Ninux Calabria al Ninux Day 2013

Durante il weekend del 1-3 Novembre si terrà a Roma il secondo Ninux Day. 4 anni dopo il primo, il Fusolab 2.0 ospiterà una tre giorni di seminari, talk, dibattiti e workshop che per la prima volta costituirà il raduno ufficiale di tutte le realtà wireless comunitarie italiane.

Locandina Ninux Day 2013Durante questi 4 anni la rete Ninux.org si è espansa oltre l’iniziale nucleo romano, trovando nodi e prospettive comunitarie anche in Toscana, Sicilia, Friuli, Veneto, Emilia Romagna e, ovviamente, Calabria. Noi ci saremo con gente dalle nostre isole di Catanzaro, Reggio Calabria e Cosenza, per promuovere la cultura delle reti comunitarie e discutere del loro sviluppo tecnico e sociale.

La prossima settimana vi raccontiamo com’è andata!

[Rassegna Stampa] “Ninux, un altro web”, Corriere della Calabria del 10 Ottobre

Cliccando sulle immagini potrete leggere direttamente la scansione dell’articolo e visualizzare le fotografie incluse, tra cui una del nostro BornAgain che ha condotto gran parte dell’intervista, mentre in basso trovate la trascrizione completa del pezzo per la comoda lettura via web. In alternativa potete scaricare il PDF. Buona lettura!

ninux-corriere-calabria-pag1 ninux-corriere-calabria-pag2COMUNITÀ VIRTUALI

Ninux, un altro web

È una rete wireless in cui i partecipanti comunicano e scambiano contenuti. È alternativa a internet. I suoi “nodi” adesso spuntano anche in Calabria

di Alessia Candito

In barba alle statistiche che relegano la Calabria in fondo alle classifiche di alfabetizzazione informatica e sul podio del digital divide italiano, ci sono anche (pochi) calabresi fra i pionieri della rete alternativa a internet che, nodo dopo nodo, sta colorando la penisola. Si chiama Ninux e tecnicamente si tratta di una meshnet, una wireless privata, i cui partecipanti possono comunicare tra loro, scambiare file, mettere in comune contenuti, risorse o servizi, far viaggiare video, foto, informazioni in modo del tutto indipendente da quella che è comunemente conosciuta come Rete. Per entrarci e diventare quello che in gergo si definisce “nodo” bastano un’antenna radio, un normale router e le conoscenza tecniche necessarie per collegarsi alla cosiddetta “isola”, l’insieme dei nodi presenti nel proprio territorio. Anzi, spiega Dario Stelitano, reggino, dottorando In Fisica all’Università di Potenza e fra i pionieri della rete alternativa calabrese, le conoscenze tecniche non sono neanche strettamente necessarie perché «Ninux è prima di tutto una comunità, un insieme di persone che – ognuna con le proprie competenze, ognuna con le proprie capacità — hanno deciso di unirsi per costruire un’infrastruttura su cui far viaggiare liberamente delle informazioni, al di fuori delle strade note». E proprio le strade sono l’esempio più calzante per spiegare la filosofia di questa nuova “rete delle reti” che piano piano sta conquistando l’Italia. «È come se ogni partecipante alla rete, quindi ogni nodo costruisse il suo pezzetto di strada che si collega alle altre che i suoi vicini stanno realizzando, ma nessuno ci mette un cancello o un pedaggio. Alla fine tutti quelli che partecipano alla costruzione della strada possono viaggiarci liberamente: questo è Ninux. Ogni partecipante, ogni nodo, contribuisce alla costruzione di una infrastruttura di rete che permette a tutti di comunicare con tutti, gratuitamente». Ma soprattutto, a differenza di quanto succede con un provider commerciale — i vari operatori telefonici che offrono l’accesso alla rete – si possono caricare e scaricare contenuti alla stessa velocità. «È una basilare questione di democrazia – sottolinea Stelitano – in Ninux i contenuti con cui io arricchisco la rete hanno lo stesso valore di quelli a cui io posso accedere. Su Internet no. L’apporto che come utente potrò dare sarà sempre inferiore a quello — ormai in larga parte commerciale e a pagamento – che viaggia in rete. Con Ninux, la rete è neutrale, non appannaggio dei provider».

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[Rassegna Stampa] Ninux di casa in casa: adesso anche così può muoversi la rete

Ieri Lunedì 23 Settembre, sull’inserto economico del Corriere del Mezzogiorno, è comparsa una pagina dedicata a Ninux.org, in particolare alla sua incarnazione calabrese. Sono stati intervistati il fondatore Nino, catanzarese di nascita, e Luigi Smiraglio che è il factotum dell’isola di Catanzaro. Buona Lettura!

Clicca per scaricare il PDF, o leggi la trascrizione in basso.

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L’iniziativa Da Cosenza a Catanzaro, da Reggio alla Sicilia si allargala «diffusione del sapere»

Ninux Di casa in casa
Adesso anche così può muoversi la rete

L’idea del calabrese Ciurleo sta prendendo piede: con le antenne sui tetti proliferano le community

Di Concetta Schiariti

Ha origini calabresi la rete Ninux.org che, nei giorni scorsi, ha ottenuto riconoscimento dai colonessi internauti mondiali. E oggi, in Calabria, ha una delle sue community più attive del Mezzogiorno. Fondata a Roma, nel 2001, attualmente è animata da circa 200 «nodi» sparsi in tutta Italia. Ha sposato la filosofia della «connettività collettiva e aperta», per rispondere alle esigenze di autonomia e indipendenza nella comunicazione wireless. Ma se si pensa di stare di fronte ai fondatori di una connessione internet gratuita la risposta è
un secco «niente affatto. La comunicazione — chiarisce il fondatore Nino Ciurleo, da cui deriva anche il nome della rete — viene prima di tutto, all’interno di una comunità di valori e di scambio reciproco, e poi si pensa a internet che è solo uno dei prodotti finali. È catanzarese d’origine, ma ora vive a Roma per motivi prima di studio e poi di lavoro: «Ho iniziato pubblicando una foto del mio tetto di casa per chiedere ai vicini di comunicare in digitale. Dopo qualche giorno mi hanno risposto in parecchi e siamo subito saliti sul tetto delle rispettive abitazioni, con in mano le nostre antenne». Per dirla a modo suo, si tratta di una rivoluzionaria community di persone che hanno creato, e stanno alimentando a gonfie
vele, un progetto alternativo di rete aperta, decentralizzata e di proprietà del cittadino. In Italia si sta capillarmente diffondendo da Nord a Sud.

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