Ninux Calabria al Ninux Day 2013

Durante il weekend del 1-3 Novembre si terrà a Roma il secondo Ninux Day. 4 anni dopo il primo, il Fusolab 2.0 ospiterà una tre giorni di seminari, talk, dibattiti e workshop che per la prima volta costituirà il raduno ufficiale di tutte le realtà wireless comunitarie italiane.

Locandina Ninux Day 2013Durante questi 4 anni la rete Ninux.org si è espansa oltre l’iniziale nucleo romano, trovando nodi e prospettive comunitarie anche in Toscana, Sicilia, Friuli, Veneto, Emilia Romagna e, ovviamente, Calabria. Noi ci saremo con gente dalle nostre isole di Catanzaro, Reggio Calabria e Cosenza, per promuovere la cultura delle reti comunitarie e discutere del loro sviluppo tecnico e sociale.

La prossima settimana vi raccontiamo com’è andata!

[Rassegna Stampa] Ninux di casa in casa: adesso anche così può muoversi la rete

Ieri Lunedì 23 Settembre, sull’inserto economico del Corriere del Mezzogiorno, è comparsa una pagina dedicata a Ninux.org, in particolare alla sua incarnazione calabrese. Sono stati intervistati il fondatore Nino, catanzarese di nascita, e Luigi Smiraglio che è il factotum dell’isola di Catanzaro. Buona Lettura!

Clicca per scaricare il PDF, o leggi la trascrizione in basso.

Clicca per scaricare il PDF, o leggi la trascrizione in basso.

L’iniziativa Da Cosenza a Catanzaro, da Reggio alla Sicilia si allargala «diffusione del sapere»

Ninux Di casa in casa
Adesso anche così può muoversi la rete

L’idea del calabrese Ciurleo sta prendendo piede: con le antenne sui tetti proliferano le community

Di Concetta Schiariti

Ha origini calabresi la rete Ninux.org che, nei giorni scorsi, ha ottenuto riconoscimento dai colonessi internauti mondiali. E oggi, in Calabria, ha una delle sue community più attive del Mezzogiorno. Fondata a Roma, nel 2001, attualmente è animata da circa 200 «nodi» sparsi in tutta Italia. Ha sposato la filosofia della «connettività collettiva e aperta», per rispondere alle esigenze di autonomia e indipendenza nella comunicazione wireless. Ma se si pensa di stare di fronte ai fondatori di una connessione internet gratuita la risposta è
un secco «niente affatto. La comunicazione — chiarisce il fondatore Nino Ciurleo, da cui deriva anche il nome della rete — viene prima di tutto, all’interno di una comunità di valori e di scambio reciproco, e poi si pensa a internet che è solo uno dei prodotti finali. È catanzarese d’origine, ma ora vive a Roma per motivi prima di studio e poi di lavoro: «Ho iniziato pubblicando una foto del mio tetto di casa per chiedere ai vicini di comunicare in digitale. Dopo qualche giorno mi hanno risposto in parecchi e siamo subito saliti sul tetto delle rispettive abitazioni, con in mano le nostre antenne». Per dirla a modo suo, si tratta di una rivoluzionaria community di persone che hanno creato, e stanno alimentando a gonfie
vele, un progetto alternativo di rete aperta, decentralizzata e di proprietà del cittadino. In Italia si sta capillarmente diffondendo da Nord a Sud.

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Cosenza è un’isola

Non vi torna? Un’isola Ninux, ovviamente! Ecco la classica immagine che vale più di mille parole:

Il supernodo di SPIG unito ai nodi foglia dell'HPCC, di Spax e Vin-San.

Il supernodo di SPIG unito ai nodi foglia dell’HPCC, di Spax e Vin-San.

Il progetto Ninux Calabria è nato a Cosenza, e da qui i fondatori del progetto l’hanno portato in pochissimo tempo a far nascere le isole di Catanzaro e di Reggio Calabria. Per quella cosentina ci sono stati più intoppi di quello che avremmo voluto ma ora ci siamo! L’isola cosentina conta circa 11km di collegamenti wireless, è la più estesa finora in Calabria, e come ognuna delle isole dalle quali è formata la rete Ninux (oltre a Roma ce ne sono a Pisa, Firenze, Vicenza, Viterbo, Ragusa e Mistretta) è collegata alla rete nazionale attraverso un tunnel VPN.

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Ninux Academy 2011 – Tutti i video

Nel Maggio del 2011, gli amici di Ninux.org a Roma hanno organizzato la “Ninux Academy“, un incontro per presentare la rete, condividere quanto si è imparato e porre le basi per un allargamento della rete.

La settimana scorsa abbiamo ritrovato le sorgenti originali dei video e abbiamo deciso di riproporli in qualità migliore :) Si tratta di presentazioni e seminari sul progetto Ninux.org, come costruire il proprio nodo, come mantenerlo e vivere felici dentro la nostra rete :)

Nel primo video il fondatore di Ninux, Nino (!!!), fa un’introduzione alla rete e alla sua struttura. Nel secondo, Fish e Hunter ci spiegano come preparare il lato software di un’antenna usata come nodo della rete.

Enjoy!

 

Ninux Calabria, il gruppo su Facebook

Dall’anno scorso l’area reggitana di Ninux si coordina attraverso un gruppo Facebook che conta ormai 100 iscritti. Da oggi abbiamo esteso il gruppo a tutti i calabresi interessati in una rete libera, comunitaria e aperta. Potete iscrivervi a questo indirizzo e cominciare a partecipare assieme a noi.

Il gruppo facebook non presuppone affatto conoscenze tecniche di nessun genere, ed è il posto ideale per contattarci, porre domande, chiarire scopi e prospettive della rete in maniera informale.

Se volete addentrarvi nel cuore del progetto, scoprire come Ninux nasce e partecipare anche voi, iscrivetevi anche alla nostra mailing list.

Come segnalare un nuovo nodo potenziale in Ninux

Il progetto Ninux.org tiene constantemente aggiornata una rappresentazione visuale dello stato della rete: si tratta della mappa dei nodi, che contiene non solo informazioni geografiche, ma anche tecniche, accessibili e comodamente raggruppate in un’unica pagina sul web.

Che cos’è un nodo? Quando parliamo di un nodo intendiamo l’insieme degli strumenti hardware (antenne, router, cablaggi, ecc.) e software (firmware, protocolli, configurazioni, ecc.) presenti in un unico luogo che consente di connettersi ad altri nodi simili presenti in altri luoghi, e dunque creare la rete.

Sulla mappa sono riportate 3 tipologie di nodi della rete:

  • Attivi – Si tratta dei punti, già collegati tra loro e operativi, che costituiscono la spina dorsale di Ninux. In effetti, questi nodi sono Ninux. Tutto il traffico interno a Ninux scorre attraverso punti di questo tipo, secondo la rotta più efficiente determinata in modo automatico dal software che gira sui dispositivi che li compongono. I nodi attivi hanno svariate caratteristiche spesso anche diverse tra un nodo e l’altro, come il tipo di tecnologie adoperate, la lunghezza dei collegamenti, la velocità, l’importanza strategica, la finalità principale, l’affidabilità, il numero di utenti finali ad essi collegati e altro ancora, ma condividono la caratteristica di essere già parte integrante di Ninux: attivi e accessibili, appunto. L’esempio classico è costituito da un’antenna Ubiquiti Nanostation M5 posta sul tetto di un palazzo e dalla quale poi partiranno i cablaggi ai singoli appartamenti.
  • Hotspot – Sono degli Access Point (AP) predisposti per consentire l’accesso libero alla rete e ai suoi servizi. Sono spesso posizionati in punti strategici e per utilizzarli non è necessario altro che una connessione wi-fi (o anche Ethernet, in alcuni casi). Una volta connessi ad un AP, nel browser verrà visualizzata una pagina di benvenuto (Captive Portal) che conterrà informazioni utili sulla rete e sui servizi disponibili da quel particolare punto di accesso. La loro presenza e il loro essere riportati sulla mappa consente a chiunque, anche a chi non possiede o ha accesso ad un nodo attivo, di potersi connettere alla rete.
  • Potenziali – Sono un potentissimo strumento di coordinamento messo a disposizione dalla Mappa dei nodi. I punti arancioni rappresentano la segnalazione, da parte di nuovi (o veterani) entusiasti di Ninux, che in quel luogo ci sono le premesse per la creazione di un nuovo nodo della rete. In sostanza, piazzando un nuovo nodo potenziale sulla mappa si esprime il desiderio e la voglia di collegarsi con altri nodi e che quindi quello diventi, se e quando sarà possibile, un nuovo nodo attivo. La loro presenza sulla mappa consente di venire a conoscenza e anche entrare in contatto coi nodi vicini, siano essi già attivi o altri nodi potenziali, e quindi valutare visualmente le varie possibilità di collegamento. Segnalare nodi potenziali è spessissimo il punto di partenza per ampliare Ninux

Il concetto stesso di nodo in potenza porta con se tanti “se” e tanti “ma”: domande. Di certo ve ne saranno venute in mente tantissime apprendendo di Ninux. Per cercare una risposta a quelle più frequenti, potete consultare la sezione FAQ in fondo all’articolo. Se non dovesse esserci quella che avete in mente, chiedete pure nei commenti all’articolo.

Ok, Ninux è fantastica, e voglio gridare al mondo che voglio farne parte anche io. Come procedo? Seguendo questi semplici passi (cliccate sulle immagini per ingrandire):

Step 1

Collegatevi al Map Server.  Vi si presenterà il dettaglio della zona di Roma, l’isola principale della rete Ninux.

step1_welcome

Step 2

Scorrete, ingrandite e navigate la mappa fino a trovare il quadrante dove è visibile il luogo che potrebbe ospitare un nuovo nodo. È importante essere il più possibile precisi. Pertanto, non appena restringerete abbastanza il campo, è consigliabile attivare la visuale “Satellite” che vi darà una prospettiva più chiara di cosa inquadra la mappa. Potete anche selezionare “Cerca un indirizzo” sulla destra e inserirlo nel box di ricerca, ma spesso questa funzione non è sufficientemente precisa. È pero utile per spostarsi rapidamente nella propria città.
Ecco, finalmente abbiamo trovato il punto!

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Step 3

Prima di aggiungere il nodo ricordate nel menù a tendina del pulsante “Satellite“, se selezionata, di eliminare la spunta ” 45° “, si rischia altrimenti di posizionare il nodo in un posto vicino

Cliccate su “Aggiungi un nuovo nodo“. Vi si presenterà questo pop-up:

step3_addnode

Cliccate su OK, e poi sul punto esatto della mappa che corrisponde al nodo potenziale da segnalare. Vi chiederà conferma della posizione da voi scelta:

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Se reputiamo di essere stati precisi rispondiamo “Si”, altrimenti “No” e riproviamo o cambiamo idea per quante volte vogliamo. Una volta risposto affermativamente, compare la schermata più importante.

Step 4

Ecco la schermata dei dettagli del nuovo nodo: presenta diversi campi, la maggior parte dei quali sono essenziali e quindi obbligatori. Ecco una descrizione del loro scopo:

step5_details

  • Nome del nodo: Campo obbligatorio. Un nome semplice da leggere e ricordare per il nodo. Può essere qualsiasi cosa. Una pratica comune è usare la sintassi Provincia::NomeNodo, ma non è vincolante. È possibile usare un nome composto da più parole, usando l’iniziale maiuscola come in NodoUfficioCaio.
  • Descrizione: Opzionale. Permette di usare qualche parola in più per descrivere il nodo o dare qualche altra info fondamentale.
  • Responsabile/i: Opzionale. Il vostro nome e/o quello di chi seguirà lo sviluppo di questo possibile nodo. Non è obbligatorio inserire nome e cognome, potete usare anche un nickname, ma è comunque consigliato specie se è il vostro primo contatto con la comunità Ninux.
  • CAP: Opzionale. Inserire il CAP dove si trova il vostro nodo potenziale è utile al team Ninux per fare delle ricerche settoriali.
  • Indirizzo e-mail principale: Obbligatorio. Inserite il vostro indirizzo email di più frequente utilizzo. Sarà il metodo principale con cui altri membri di Ninux potranno contattarvi, e l’indirizzo al quale vi arriveranno le comunicazioni relative alla mappa.
  • Password per modificare questo nodo: Obbligatorio. Una password, a conoscenza dei soli responsabili del nodo, che permetterà di modificare questi dati che state inserendo in un secondo momento.
  • Verifica password: Obbligatorio. La stessa password che nel campo precedente.
  • Email 2: Opzionale. Un’ulteriore mail di contatto o CC.
  • Email 3: Opzionale. Un’ulteriore mail di contatto o CC.
  • Longitudine: Obbligatorio. Non dovrete preoccuparvi di inserire questo parametro, verrà riempito autonomamente dal sistema in base al punto da voi scelto.
  • Latitudine: Obbligatorio. Non dovrete preoccuparvi di inserire questo parametro, verrà riempito autonomamente dal sistema in base al punto da voi scelto.
  • Altitudine: Opzionale. È un parametro estremamente utile da inserire, in quanto l’altitudine è una delle caratteristiche fondamentali dei collegamenti wireless. Non dev’essere necessariamente preciso al metro, ma può contenere anche diciture generiche come “Tetto” o “4° piano”.

Step 5

Una volta inseriti tutti i dati necessari, cliccate su “Salva Nodo” e vi si presenterà un pop-up che vi informa che per confermare la presenza del nodo sulla mappa è necessario cliccare sul link di conferma che vi è stato inviato per mail.

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È fatta! Il vostro nodo potenziale è visibile sulla mappa, e il link che punta direttamente ad esso vi è stato comunicato per mail =)

F.A.Q. (Frequently Asked Questions)

Vorrei inserirmi come nodo potenziale, ma ho notato che ci sono già dei nodi attivi vicini a dove sto io. Posso inserire il mio nodo?

Assolutamente si. In Ninux non esistono concetti come “ci sono già abbastanza nodi”, anzi tutto il contrario. Ninux è una rete cosiddetta mesh, ovvero una rete che fa della presenza di più rotte alternative per raggiungere un determinato luogo un suo punto di forza. Più nodi ci sono più la rete è sana e performante, nessun dubbio in proposito. Inoltre il fatto che ci siano altri nodi attivi o potenziali nelle vostre immediate vicinanze è solo una buona notizia, aumenta a dismisura la possibilità di entrare presto nella rete Ninux!

Mi piace Ninux e vorrei segnalare un nodo potenziale, ma potrebbero esserci degli impedimenti e non so se sarà possibile alla fine. Mi conviene inserirlo?

Sicuro. Mettere un nuovo nodo potenziale visibile sulla mappa non è in nessun modo un impegno vincolante. In qualsiasi momento, se ci si rende conto che purtroppo non ci sono le condizioni per implementarlo, potete rimuoverlo.

Non avrei le competenze tecniche per il montaggio effettivo del mio nodo. Che faccio?
Nessun problema, proseguite pure con la segnalazione del vostro nodo potenziale. Il progetto Ninux è pieno di gruppi di volontari che si organizzano per eseguire gratuitamente montaggi di nuovi nodi della rete per chi non è in grado di provvedere da sè o comunque ha bisogno di un supporto tecnico. Sul blog nazionale trovate tantissimi resoconti di queste spedizioni ninuxare, come questa.

Ci sono dei requisiti minimi di “fattibilità” per poter inserirsi come nodo potenziale?

Nessun requisito minimo. Certo, esistono situazioni che aiutano tantissimo come ad esempio la possibilità di accedere direttamente al tetto del proprio palazzo, ma non c’è nessun tipo di richiesta da soddisfare per inserire il proprio nodo potenziale sulla mappa. E la comunità Ninux.org è online per consigliarvi sul dipanare tutti i possibili ostacoli sia tecnici che burocratici.

Ho già un’apparecchiatura “X”? Va bene per Ninux?
Ninux è composta da dispositivi spesso eterogenei tra loro, ed è sempre aperta alla sperimentazione per sua natura. Esistono delle apparecchiature che, sulla base della nostra esperienza, ormai consideriamo “consigliate” e affidabili. Per scoprire se la vostra apparecchiatura è adatta ai collegamenti Ninux potete consultare il wiki o, ancora meglio, contattarci.

Quanto costa creare un nodo della rete Ninux?
Una lista dettagliata di quel che occorre, tra dispositivi e componentistica, nel caso di un montaggio sul tetto di un palazzo la trovate sul wiki nazionale. Il costo di un collegamento Ninux tipico, nell’ordine di qualche chilometro di distanza, oscilla tra i 150 e i 300 €.

Ninux Calabria è nata!

– Si vabbhè, ma ‘ste latenze e ‘ste deviazioni standard non esistono, c’è qualcosa che non quadra.
– No ti spiego, qua c’è di mezzo la rete universitaria a rompere i coglioni, a Catanzaro i parametri saranno normali.
– Ma io sono a Catanzaro!

La discussione in Aula Zenith, sede dell’Hacklab Cosenza presso l’Università della Calabria, prosegue più animata di prima, ma Geegeek non sta già più ascoltando. Invece, sorride. Se avete conosciuto Gigi, saprete bene che il suo sorriso diventa la sua faccia, ed è quindi pressoché impossibile da ignorare a lungo. Dopo averlo notato con le valigie in mano in direzione tangente, non è stato difficile capire cosa gli fosse preso, sintonizzare i nostri pensieri e sorridere anche noi.

La naturalezza con cui è uscita quella frase, pretendere di trovarsi a Catanzaro nel bel mezzo della Facoltà di Economia dell’Unical, racchiude in un attimo solo il risultato di tutti i 13 mesi di lavoro del team di Ninux Calabria. 13 mesi di lavoro su ogni fronte, pieno zeppo di passi spesso troppo piccoli, intangibili ma comunque inevitabili e quindi frustranti. Nelle prime due settimane di Maggio però tutti questi pezzi hanno cominciato ad incastrarsi in un per noi entusiasmante effetto domino e ora siamo qui a raccontarvi che Ninux Calabria è nata.

Quando siamo partiti nell’Aprile del 2011 sapevamo di aver di fronte un immenso lavoro di test da fare e, soprattutto, di know-how da costruire; sapevamo che avremmo impiegato mesi per fare cose che a quelli di Ninux.org occorre mezza giornata per completare. Può essere dura lavorare con così tanto da fare e poche soddisfazioni nell’immediato, ma dalla nostra avevamo un “milestone” che ci siamo fin dall’inizio prefissi di raggiungere durante la costruzione della rete Ninux calabrese: collegare le due sedi dell’HackLab Cosenza presso l’Università della Calabria e quindi dotarlo di una propria rete autonoma. Entro Ottobre però, con i progressi fatti a Catanzaro, l’idea si è fatta ancora più grande: collegare in un rete libera le sedi dei due Hacklab calabresi di Catanzaro (lo *Lab) e Cosenza (la Zenith).

E 13 mesi dopo, ci siamo. Chiediamo scusa ai ragazzi del corso di giapponese dell’aula gemella se questo ping

il portatile di Stefanauss in Zenith pinga uno dei server nell'armadio *Lab.

il portatile di Stefanauss in Zenith pinga uno dei server nell’armadio *Lab.

è stato accolto da un nostro boato =)

Adesso segue un po’ di cronistoria di questo link e poi, in fondo, una carrellata dei nostri prossimi obbiettivi.

Il Link

Il progetto originale del link secondo l'artista che c'è in geegeek.

Il progetto originale del link secondo l’artista che c’è in geegeek.

Zenith-HPCC, ~250m

Zenith-HPCC, ~250m

Quello che ci ha fatto dannare per mesi non è tanto la distanza, piuttosto ridotta, ma l’assenza di una visuale aperta tra i due punti: il nostro laboratorio si trova sul retro dell’edificio che ospita il Centro di Calcolo ad Alte Prestazioni (punto rosso), mentre il luogo dove ci riuniamo è l’Aula Zenith (punto verde), ed entrambi sono accessibili dal ponte carrabile dell’Unical.

Visuale dal middle point. L'ultimo lampione in fondo è l'HPCC.

Visuale dal middle point.
L’ultimo lampione in fondo è l’HPCC.

Dopo i primi sopralluoghi, abbiamo identificato come middle point il retro di un cubo nelle immediate vicinanze della Zenith e che ha visuale sgombra verso l’HPCC: il punto ideale per triangolare e ultimare il link.

Mentre arrivava il primo ordine di materiale e cominciavano le sperimentazioni software su firmware e protocolli coordinate da Spax, e le prime misurazioni ci rassicuravano, per il link tutto si è quindi trasformato in una sfida logistica: Come piazzare le antenne in modo sicuro? Come arrivare al tetto del middle point e garantirci quindi la visuale sulla Zenith?
Per 8 mesi (inclusa tutta l’Estate) un router flashato con OLSR è rimasto indisturbato e intatto in cima al middle point, a rispondere almeno parzialmente alla prima di queste domande. In HPCC si è rivelato tutto un po’ più complicato: siamo riusciti ad ultimare due installazioni di test differenti, una a Maggio 2011 e una a Luglio 2011, che però si sono rivelate inadeguate in quanto a sicurezza. Ad ogni modo la soluzione finale e attuale non è dissimile da quelle precedenti, solo più raffinata. La strada HPCC-Middle Point era tracciata.

Eravamo però in piena frustrazione per l’ultimo, piccolo tratto. L’idea era facile a dirsi: una 50ina di metri di cavo Ethernet calati su per il tetto, fatti scorrere verso la parte frontale dell’edificio protetti da una canalina, e collegati ad un Access Point alimentato in power-over-Ethernet. Praticamente impossibile da realizzare invece: senza autorizzazione e senza attrezzatura adeguata non siamo neanche arrivati ad un vero e proprio sopralluogo del tetto. La naturale conseguenza è stata un po’ di demotivazione e lo spostamento del nostro focus da Cosenza a Catanzaro, dove invece tutto procedeva a latenze bassissime e visuali sterminate. Ci eravamo rassegnati ad un approccio alla lontana, puntando a trasformare qualche nodo (molto) potenziale della vicina cittadina universitaria, Quattromiglia, in un nodo operativo e da lì triangolare con la Zenith, ma il tutto è rimasto fumoso nei dettagli. Fino a che, questo mese di Aprile, è arrivata

La svolta

Una foto artistica del Centro di Calcolo ad Altre Prestazioni dell'UniCal, by Vin-San.

Una foto artistica del Centro di Calcolo
ad Altre Prestazioni dell’UniCal, by Vin-San.

Sotto forma di una coppia di scoperte che richiamano valori tipici della mentalità hacker: l’esplorare ogni angolo di un problema e trovarne soluzioni la cui bellezza è insita nella loro non-ovvietà.

Innanzitutto, geegeek ha trovato il modo di montare in tutta sicurezza l’antenna lato HPCC sfruttando il supporto di una telecamera di sorveglianza: alta abbastanza da essere inaccessibile ad eventuali vandali pur rimandendo di facile accesso per le persone all’interno del Centro.

Stimolati da un problema del tutto separato dal progetto Ninux Calabria che concerneva il nostro bisogno di NATtare la WiUnical per consentire la connessione ad internet anche ai corsisti networking dell’Hacklab che non erano universitari, abbiamo indagato più a fondo la struttura delle rete universitaria che è stata rinnovata a Gennario 2012, e che ora prevede AP non protetti e accesso sicuro garantito da un tunnel VPN. Petruzzo e Vin-San si sono accorti che qualsiasi configurazione IP statica assegnata ai propri terminali, collegati ad un qualunque Access Point aperto tra quelli sparsi per l’università ma non loggati in VPN, consentiva loro di comunicare host-to-host con successo. Ad esempio, Il protocollo Bonjour, installato di default sulle maggiori distro Linux, consentiva ad esempio la chat out-of-the-box! A quanto pare, la WiUnical è una gigantesca LAN in cui tutti gli Access Point sono interconnessi tra di loro da una serie di switch. Il 2+2 è stato immediato: non avevamo più bisogno di collegare fisicamente il tratto che ci mancava, ma la Zenith e l’HPCC potevano essere uniti cavalcando l’autostrada sgombra della rete universitaria!

HPCC / Esterno

Eccola la nostra prima Ubiquiti Nanostation M5 nell’ufficio che geegeek le ha preparato con amore. Il montante è uno di quelli scelti col nostro secondo ordine di materiale: si è rivelato un pò troppo attillato al primo tentativo, ma dopo qualche settimana gigi ha riportato sul luogo del delitto una versione che era stata piegata (letteralmente) ai nostri scopi.

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Come è alimentata? Il cavo LAN che fa anche da PoE scorre lungo la facciata dell’edificio, perfettamente mimetizzata da una canalina dipinta dal nostro tutto-man gigi, in versione pittore oltre che scultore.

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HPCC / Interno

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Come tutti i router coinvolti finora a Catanzaro e a Cosenza, quello presente in HPCC a interfacciarsi con la Nanostation all’esterno è un TP-Link economicissimo (WR-741ND, disponibile a meno di 20€!) nel quale il firmware di default ha abdicato in favore di un ben più potente e ben più libero OpenWrt trunk cucinato dal nostro Spax. Tra le personalizzazioni da noi scelte tra i tantissimi pacchetti opzionali forniti dal progetto open source c’è ovviamente il demone OSLR, il mattone fondamentale dell’architettura routing di Ninux; il supporto per il protocollo IPv6 (lo sapete che il 6 Giugno è la giornata del lancio ufficiale su scala mondiale?); Tinc per collegarsi in VPN con le altre isole che compongo la rete Ninux nazionale; nodogsplash, una pagina d’introduzione a Ninux che si presenterà in futuro a chiunque si connetta ad uno degli AP liberi della rete.

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La rete in HPCC ha una gestione leggermente diversa dal resto della rete universitaria, ed è separata dalla WiUnical. Sistemare quest’anello mancante non si è però rivelato un problema: con una coppia di connettori Powerline abbiamo collegato il router nel nostro laboratorio con quest’altro sistemato accanto alla finestra dell’aula seminari dell’HPCC e che fa da AP per la WiUnical.
Questo AP in particolare ci sta facendo un pò dannare a causa della sua instabilità che ci costringe spesso a riavviarlo; ma sappiamo che è il prezzo da pagare alla nostra voglia di sperimentare che ci porta a compilare versioni ancora in sviluppo di OpenWRT. Quando arriverà il momento consolideremo il tutto adoperando build stabili e ufficiali su tutti i nostri dispositivi.

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Middle Point / Esterno

Come l’altra Nanostation M5, anche questa Ubiquiti è stata flashata con l’ultima versione di AirOS personalizzata da alcuni pacchetti selezionati (OLSRd, IPv6). A differenza di OpenWRT, AirOS è un firmware proprietario che viene però preferito per le sue performance nettamente superiori. Ad ogni modo l’azienda produttrice ha messo a disposizione un SDK che permette a programmatori terzi di aumentare il potenziale del prodotto compilando software libero già disponibile per altre piattaforme in modo da farlo girare nativamente sull’hardware.

Questo montante è stato invece "ingrassato" da gigi alla meno peggio: Just Works (TM).

Questo montante è stato invece “ingrassato”
da gigi alla meno peggio: Just Works (TM).

Per l’alimentazione (PoE) ci siamo allacciati ad una vecchia luce di servizio dimenticata da tutti e non più funzionante. Il cavo passa sotto ad una trave, bloccato da alcune fascette, in modo da resistere alle intemperie.

Dentro la plastica trasparente, la 220 e il Power-over-Ethernet.

Dentro la plastica trasparente, la 220 e il Power-over-Ethernet.

Ecco la visuale, perfettamente allineata, di cui gode quest’antenna verso la sua gemella in HPCC. Questa foto è la rappresentazione fisica del primo link operativo a Cosenza, come conferma la Ninux Map ufficiale.

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Aula Zenith / Interno

Rappresentazione della rete attuale , by Spax.

Rappresentazione della rete attuale , by Spax.

Il tassello finale è rappresentato dai due device (sempre TP-Link) presenti nella nostra sede, “AP Zenith” e “Router Zenith” nella topologia logica accanto, e connessi tra di loro con l’interfaccia WAN. I Router sono comodamente alloggiati in una cassetta che contiene tutto il resto dei dispositivi che cablano l’aula. Il Router fa da client sulla WiUnical, mentre l’Access Point con SSID “HacklabCS” fornisce connettività (anche Internet) a tutta l’aula, rendendo possibile per la prima volta in 2 anni la presenza di una connessione libera nel luogo di riunione scelto dall’Hacklab Cosenza. Avremmo potuto usare un solo device, scegliendone uno o con doppia interfaccia radio o uno in grado di operare in dual mode mantenendo un buon livello di prestazioni. Abbiamo però scelto di sdoppiare i compiti per aumentare il numero di nostri dispositivi “di produzione” e quindi i terreni su cui sperimentare; inoltre questa soluzione è nettamente più economica, con un costo complessivo dei router di 35€!

Speriamo che questo sia solo il primo di una serie di AP che consentiranno accesso alla rete Ninux in tutta l’Unical…

What’s Next?

Abbiamo affiancato la sperimentazione pura e semplice ad un obbiettivo reale e concreto, ed abbiamo portato a termine entrambi con successo. E adesso? Quali sono i prossimi passi per Ninux Calabria?

  • Continuare a sperimentare. Ci sono tantissimi dispositivi in inventario che non aspettano altro di essere unboxati e di ricevere un po’ d’amore. Ce ne sono altrettanti che ancora non abbiamo mai avuto sotto mano ma che abbiamo identificato come intriganti e con cui non vediamo l’ora di esplorare nuovi settori della nostra base di conoscenze in perenne work-in-progress. A questo si aggiunge la sconfinata base software disponibile tra cui trovare i bit giusti per potenziare le performance, la stabilità e la sicurezza della rete.
  • Espandere la rete. I nostri primi segmenti funzionanti ci danno l’iniezione di fiducia di cui avevamo bisogno per cominciare a cercare altra gente volenterosa con la quale ampliare le nostre isole. Come si vede dalle foto il nostro link (entrambe le antenne) hanno una fantastica linea visiva verso la cittadina universitaria di Quattromiglia, dove speriamo di trovare terreno fertile per nuovi segmenti. La ricerca di nuovi nodi potenziali era già partita a Catanzaro e Reggio Calabria, ora anche Cosenza può cominciare.
  • Produrre documentazione. Dalla nostra prospettiva “from scratch”, cominciando da zero assoluto ci troviamo spesso a desiderare che le conoscenze da acquisire e di cui abbiamo bisogno siano tutte quante organizzate e facili da reperire. Spesso invece la situazione è opposta, con informazioni che non sono disponibili in forma omogenea ma piuttosto di frammenti sparsi che richiedono un gran lavoro di raccolta. Vogliamo documentare passo passo il nostro bagaglio che cresce, non solo a nostro beneficio, ma anche per i prossimi avventurieri che ci seguiranno e per chi Ninux lo fa da un bel po’ e non ha vita facile nell’illustrare ai neofiti le basi di questa rete comunitaria. Per questo abbiamo cominciato a lavorare per produrre documentazione, per esempio con le registrazioni video del 1° Workshop calabrese, e a ampliare in sinergia con Roma il wiki nazionale.
  • Dipanare i dubbi. Ovunque nel mondo, ma in maniera drammaticamente marcata in Italia, l’apparato normativo si è fatto lasciare particolarmente dietro dal progresso tecnologico, mantenendo in vigore norme pensate per un passato che adesso non esiste più e che lasciano nell’incertezza applicazioni di tecnologie moderne, come ad esempio Ninux. Ora che, per quanto piccola, la nostra Ninux Calabria si tocca con mano è ora di pensare al futuro: delineare e comprendere quale sia la situazione normativa attuale nella quale una rete posseduta da chiunque ne faccia parte si colloca, anticipare le problematiche e infine risolverle con tutti i mezzi a disposizione di un membro di una comunità partecipe e informato.
  • Dare sostanza alla rete. Ora che una piccola porzione dell’infrastruttura è in piedi, nell’attesa di espanderla vogliamo cominciare a farne uso: dal piccolo prurito (l’intera Wikipedia in modalità offline e autoaggiornante? Yeah, baby!) al grande progetto (ci pensate ad un server DNS interno a Ninux che risolva domini .ninux che chiunque può avere gratuitamente?), passando per file server, chiamate VoIP, streaming audio e video, un nuovo spazio didattico gestito interamente da studenti Unical dove scambiare materiale e appunti, messaggistica istantanea geo-based, e chissà che altro. Abbiamo appena cominciato a grattare la superficie dell’immaginazione. Con Internet, una volta che l’infrastruttura è stata accessibile a tutti è stata la forza propulsiva delle applicazioni pensate dai singoli a dare il valore sconfinato che le attribuiamo oggi. Con Ninux contiamo succeda lo stesso, con una rete che stavolta però appartiene a tutti.

Volete partecipare? Ci riuniamo tutti i Martedì dalle 19 all’aula Zenith (Cubo 13C) dell’Università della Calabria, e a Catanzaro presso lo *Lab ogni Sabato pomeriggio. Ninux Calabria si coordina a livello regionale sulla nostra Mailing List ufficiale. Iscrivetevi!

1° Workshop Ninux Calabria – Tutti i video

Sono finalmente disponibili online le registrazioni integrali di tutte le sessioni del workshop di Febbraio dove abbiamo presentato il progetto Ninux Calabria. Gli speaker erano Vin-San, geegeek e Spax.

1. Introduzione: La logica rinnovata di una rete libera. Il Wireless Common Manifesto.

2. Storia della rete Ninux.org. La creazione di Ninux Calabria.

3. Il protocollo di routing OLSR

4. Realizzazione in diretta di una rete mesh: Flashing di un router con OpenWRT; Configurazione di olsrd; Routing live, scambio di pacchetti.

Antenna made-in-geegeek in HPCC

Dal diario di geegeek

15 luglio 2011

Ci siamo incontrati Io e Stefanauss e siamo andati insieme a Cosenza a comprare la prolunga sma per il router da mettere in hpcc. Poi ci siamo fermati a commenda a casa mia ed abbiamo fatto dei test con il cavo e con due antenne, una da 12 dB e l’ altra qualla di fabbrica da 5dB.
Paradossalmente abbiamo scoperto che l’antenna da 12 dB del cinesino fa alquanto cacare e non migliora di molto le prestazioni in quanto il segnale diventa più instabile. Alla fine si è fatto tardi per andare all’università a montare il tutto. Alla fine siamo rimasti che il giorno dopo con spax avremo ultimato l’installazione.

16 Luglio 2011

 

Appuntamento alle 12:50 alla REM di Quattromiglia dove abbiamo acquistato una
colla per il metallo ed un nastro di tela. Siamo poi andati all’università ad ultimare finalmente l’installazione in HPCC. Il giorno prima avevo preparato una busta con tutto l’occorrente, avevo previsto tutto, senonchè quando abbiamo ultimato l’installazione ci siamo resi conto che l’antenna era troppo vicina alla facciata del cubo per cui abbiamo deciso di allungarla. Nel cercare in giro mi sono reso conto che l’ unica e sopratutto migliore cosa da fare era usare un tubo di plastica nel quale mettere l’ antenna, guardandomi in giro ho trovato la paletta della polvere alla quale ho sottratto appunto il manico (manico che ho promesso di riportare). Il tempo di riadattare la staffetta di metallo che ho attaccato (da notare che è piccolissima) ed ora da lì esce un tubo di circa 50 cm ed il segnale è perfetto. Facendo dei semplici test abbiamo un ping di circa 2-3 ms alla distanza di 300 mt circa.

Fatto questo abbiamo avuto anche la fortuna di poter partecipare alla riunione con il gruppo server e da lì abbiamo già iniziato a parlare di come integrare la rete con i servizi. Sostanzialmente adesso dobbiamo aspettare e rimandare qualsiasi cosa a settembre come minimo e poi ne riparliamo insomma. Quindi invito tutti ad aspettare prima di fare il wiki così che lo faccaimo direttamente sul server che verrà all hacklab, che come abbiamo sempre detto è al centro dei nostri scopi. Cioè noi implementiamo una rete geografica estesa per poi far usufruire dei servizi dell’HacklabCS.

L'antenna di geegeek vista dall'interno dell'HPCC. Quello in basso è il TP-Link ad essa collegato.

L’antenna di geegeek vista dall’interno dell’HPCC.
Quello in basso è il TP-Link ad essa collegato.

Ci siamo infine fermati ancora un altro pò con Spax per programmare la fase finale del collegamento cercando di massimizzare le risorse a nostra disposizione ed allo stesso tempo fare un lavoro come si deve.
Per per martedì cercherò di metterci nelle condizioni di fare l’ultima installazione, in modo che da quel giorno in poi inizieremo il nuovo anno hack-ademico dando per scontato questi punti di accesso.

Volevo far comunque riflettere tutti su un punto e cioè su che tipo di segnale dobbiamo far arrivare alla zenith. Ecco dopo tante indecisioni io proporrei di mettere vicino alla zenith un semplice AP e non un router con olsr. Come mai? Beh il motivo scatenante è che vorrei che alla zenith arrivasse un essid dal nome ninux e per i motivi che voi sapete i router olsr non lo sono, poi da lì in modo palese sappiamo che dalla zenith faremo partire tutti i segnali wireless che vogliamo.
Inoltre vorrei far notare che per delle antenne omnidirezionali è difficile comunicare alla massima portata a 300 mt, per cui al 14 vorrei mettere o comunque sto suggerendo di mettere un antenna yagi, e quindi cercare di portare la linea al massimo delle sue capacità di carico, infatti credo che con questa accortezza potremmo veramente effettuare un collegamento ad altre prestazioni che quindi può essere usato come dorsale!!!

Ecco un riepilogo della struttura attuale dei collegamenti:

  • Router flashato con open-wrt+olsr a cui è collegata una prolunga sma con un antenna da 5 dB che sporge fuori dall edificio di circa 50 cm. Questo è il router che collegheremo alla lan contenente le nostre macchine.
  • 300 mt di distanza router con open-wrt+olsr a cui è collegata un antenna yagi da esterno che punta verso il primo router, a questo ruter è collegato in lan un AP che attraverso il POE si troverà ad una 15 di metri (forse 20, in pratica dall altra parte dell edificio) segnale che spara sulla zenith (con essid ninux-calbria).

Pareri critiche cazziate, sono ansioso di sentire la vostra!

È arrivato il nostro primo ordine

Sono arrivate!

2011-06-28 19.52.42 2011-06-28 19.53.49

Non vediamo l’ora di… flasharci sopra il nostro entusiasmo =)

Ecco l’ordine completo:

1 x Ubiquiti :: POE-48 Power Adapter (UBNT-POE-48-24W)
3 x Ubiquiti :: AirMax NanoStation M5 – High Performance CPE for 5G (UBNT-NANOSTATION-M5)
2 x TP-Link :: TL-WR741ND AP/Router 802.11b/g/n (TPLINK-WR741ND)
1 x Ubiquiti :: AirMax Airgrid M5 23dBi High Power (UBNT-AIRGRID-M5-23-HP)
1 x TP-Link :: TL-WR841ND Wireless N Router up to 300Mbps (TP-LINK-TL-WR841ND)
1 x TP-Link :: TL-WR940N 300Mbps Wireless N Router (TPLINK-TL-WR940N)